articolo pubblicato su
del
La crisi sembra colpire sempre più duramente i bilanci delle famiglie italiane. La metà degli italiani (il 49%) dichiara di riuscire a malapena a pagare le spese, senza permettersi alcun tipo di lusso o risparmio e il 5% della popolazione non è in grado di garantirsi il minimo indispensabile. Il traguardo della fine del mese, sempre più difficile da raggiungere, ha inciso anche sul tasso di risparmio e di indebitamento delle famiglie, oltre che sulle abitudini alimentari. Questo il quadro che emerge dalla recente indagine ”Gli italiani e l’alimentazione nel tempo della crisi”, realizzata dall’istituto SWG.
Niente spese extra per un italiano su due. Le entrate mensili costringono a stringere la cinghia sempre di più, limitando quanto più possibile le uscite. Se è vero che il 42% degli intervistati riesce a vivere ancora senza troppe ansie la gestione delle spese mensili, per la maggioranza degli italiani far quadrare i conti sta diventando un’impresa sempre più ardua e il 5% dei cittadini dichiara che i soldi percepiti non bastano nemmeno per pagare l’indispensabile. Alla crisi economica e alle difficoltà nell'onorare i propri prestiti o ad arrivare alla fine del mese si aggiunge anche una forte preoccupazione per il futuro, che secondo l’indagine SWG, riguarda il 62% degli italiani. Questa fetta del Paese ritiene che la situazione economica dell'Italia sia destinata a peggiorare. Inoltre più della metà degli intervistati (il 54%) pensa di aver dato al Paese più di quanto abbia ricevuto.
La crisi non ha mancato di far sentire la propria influenza anche in tema di abitudini alimentari. Attenzione agli sprechi e cambiamenti nei luoghi di acquisto sono le nuove “parole d’ordine”. Da un certo punto di vista, dunque, la recessione ha avuto anche un impatto positivo: sono quasi sei su dieci gli italiani che hanno ridotto gli sprechi, sebbene si tratti ovviamente di una scelta dettata più dalla necessità che da una maggiore sensibilità. Tra le altre conseguenze della crisi c’è il fatto che un quarto degli italiani ha aumentato la frequenza di acquisto nei discount mentre, all'opposto, ben il 38% della popolazione ha ridotto la propria presenza nei negozi tradizionali, mentre tengono sostanzialmente i supermercati. Comunque gli italiani, nonostante la ricerca di prodotti a basso costo, restano sempre buongustai: il 29% acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine controllata, il 14% quelli biologici e il 15% va direttamente dal produttore.
NOTA METODOLOGICA:
Soggetto realizzatore: SWG S.r.l.
Committente: European House of Ambrosetti.
Tipologia di indagine: indagine quantitativa ad hoc con questionario strutturato.
Universo di riferimento: popolazione italiana maggiorenne.
Campione: 1600 individui, rappresentativo in base ai parametri: sesso, età, scolarità, ampiezza del centro, macro-area, sub-campione di responsabili degli acquisti alimentari.
Periodo di rilevazione: dal 11 al 13 ottobre 2011.

