Che ci sia bisogno di una coalizione allargata per oltrepassare lo scoglio Berlusconi è ormai cosa certa, ma non è pensabile che l’unico comune denominatore di questo potenziale gruppo di forza sia l’intenzione di far cadere il Premier. Perché poi, una volta raggiunto l’obiettivo, bisognerebbe guidare il Paese con una coalizione molto – forse troppo – disomogenea e l’Italia, che sta subendo ancora i drammatici effetti della colossale crisi economica, versa ancora in uno stato di salute assai precaria e necessita non solo di un cambiamento forte e deciso, ma anche di una buona dose di ottimismo e di armonia di governo. Premesso questo, però, le cose cambierebbero se questa coalizione anti-Berlusconi nascesse davvero: una larghissima percentuale dei due elettorati coinvolti (centrosinistra e Terzo Polo) accetterebbe, infatti, di votarla, soprattutto perché risulterebbe molto appetibile l’ipotesi, nel caso quasi certa, di poter mandare a casa l’attuale Premier.
A conti fatti, dunque, il 48% degli italiani che hanno intenzione di recarsi alle urne voterebbe la super coalizione Pd, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori, UDC, FLI, MpA e API. Il nuovo gruppo raggiungerebbe, dunque, la maggioranza relativa a fronte del 43% dei voti –sempre degli italiani potenzialmente votanti– che otterrebbero PDL, Lega Nord e La Destra. Rifondazione Comunista si attesterebbe al 3%, mentre Grillo arriverebbe al 6%.
Anche in questo nuovo possibile scenario politico, comunque, la quota di indecisi e di astenuti rimane molto consistente, attestandosi al 41%.
Di fatto, però, questa alleanza non si è ancora concretizzata. E gli italiani -seppur con qualche incertezza- ritengono l’idea di una coalizione che contempli sostanzialmente centrosinistra e Terzo Polo sia di fatto troppo ‘estesa’ per poter essere credibile e troppo diversa come composizione per poter risollevare l’Italia.
È opinione di oltre la metà del Paese che la proposta di un’alleanza che vada dal Pd, Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori al FLI di Fini passando per l’UDC, MpA e API rappresenti un gruppo che nasce unicamente per ‘fare numero’ e, dunque, voti.
Il principale motivo di contrarietà per la possibile super coalizione si traduce in una visione del progetto come una forzatura (31%) in quanto le anime dei partiti coinvolti sono significativamente diverse tra loro. A questo si aggiunge la sensazione che sia proprio un’ipotesi senza senso (22%) soprattutto perché, qualora il gruppo vincesse, risulterebbe difficile, se non utopistico, riuscire a governare.
Il generico favore al potenziale progetto, espresso dal 27% dell’opinione pubblica nazionale, si delinea, soprattutto, per la concreta possibilità di battere una volta per tutte Silvio Berlusconi (20%), accompagnato da una più flebile sensazione di avere in questo modo una buona alternativa di Governo per il Paese (7%). Che la scelta possa essere sensata solo nell’ottica di sconfiggere l’attuale Premier è opinione molto più marcata tra l’elettorato del centrosinistra: è il 45% a sostenere, infatti, che questa unione rappresenterebbe una reale opportunità per raggiungere il tanto agognato obiettivo di mandare a casa il Presidente del Consiglio. Ipotesi questa, invece, caldeggiata in modo un po’ più contenuto nel Terzo Polo: trova, infatti, il favore del 32% dei suoi componenti, ossia la stessa quota che ritiene tale operazione una decisa e infruttuosa forzatura.
Marcata, tra l’opinione pubblica nazionale, la sensazione di incertezza rispetto al possibile progetto: un italiano su cinque non se la sente di esprimere un’opinione in merito.
Facendo, quindi, una prima valutazione su questa ipotesi, emerge la sensazione che vincere sia indubbiamente utile, ma che non sia tutto, soprattutto, in politica.
NOTA INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 5 DELLADELIBERA N. 256/10/CSP DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Titolo del sondaggio: Orientamenti di voto nell’ipotesi di elezioni Politiche al 21/2/2011
Tema del sondaggio:Politica
Soggetto realizzatore: SWG Srl-Trieste
Committente e acquirente: Osservatorio Politico SWG
Periodo di esecuzione:dal 18 al 20 febbraio 2011
Metodologia di rilevazione:sondaggio con tecnica mista – telefonica con metodo CATI e online con metodo CAWI - su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato di 1.000 soggetti (su 4863 contatti complessivi), rappresentativi dell’universo della popolazione residente in Italia di età superiore ai 18 anni. Il campione intervistato con metodo CAWI è estratto dal panel proprietario SWG. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'ISTAT. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di genere, età, zona di residenza, livello scolare e partito votato alle ultime elezioni.
Margine d’errore massimo:± 3,1%
Il documento completo è disponibile sul sito: www.sondaggipoliticoelettorali.it


Commenti
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Ritengo che per il Paese sia necessario un governo stabile guidato da una coalizione omogenea con un leader autorevole e riconosciuto dagli elettori. Coalizioni pasticciate e prive di coerenza di schieramento non siano in grado di assicurare governabilità. Quindi è necessario, prima di tutto, un progetto da cui discenda un programma di riforme realizzabili portato avanti da uomini capaci sostenuti da una coalizione di partiti con affinità di schieramento.
un teatrino di marionette assurde la cui unica occupazione è
dare contro a Berlusconi. Nulla importa a questi attrezzi da baraccone dell'Italia. bersani, francenchiniello, dipietroski, svendolino, casino, magistrati rossi, una miriade di conduttori tv
di infimo ordine, giornaletti rossi...... insomma i veri artefici del ridicolo per cui i giornali esteri si sentono autorizzati a burlarsi di noi........uno schifo!
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