Si rafforza l’”effetto calamita” per le cooperative in Emilia Romagna. Imprese dinamiche, con un forte progetto imprenditoriale, che si conquistano una fiducia sempre più condivisa e, soprattutto, che si propongono come una forma imprenditoriale particolarmente allettante per chi deve avviare una nuova attività. Questo il ritratto delle cooperative nate e cresciute in Emilia Romagna, in base alla recente indagine realizzata da SWG per Legacoop Emilia Romagna.
La quota di imprenditori che vedono favorevolmente le imprese cooperative ed esprimono la propria fiducia è salita di 3 punti percentuali in due anni, passando dal 69% del 2009 al 72% del 2011. Le imprese cooperative allettano anche chi deve dar vita ad una nuova realtà aziendale. A dire sì alla forma cooperativa, infatti, sarebbe ben il 44% degli intervistati, quota che batte di 2 punti percentuali la schiera di chi opterebbe per l’impresa di capitale.
Gli emiliano-romagnoli, dunque, sembrano avere le idee chiare e questa regione si conferma terra fertile per la nascita di nuove cooperative. Ma anche qui non mancano alcune riserve proprio tra chi potrebbe dare un’impronta fresca e innovativa a questo tipo di strutture. Stiamo parlando dei giovani che preferirebbero la forma dell’impresa cooperativa solo nel 38 (18-24enni) o nel 35% dei casi (25-44enni). Molto elevato l’appeal esercitato, invece, nelle fasce più “mature” (48%) e tra gli over 65 (53%).
Per quanto riguarda la fiducia in Legacoop i risultati sono decisamente in crescita. Se nel 2009 valutava positivamente l’operato dell’associazione il 63% dei residenti nella regione, oggi il dato è in miglioramento e sale al 69%.
Sì ad un’unica associazione di rappresentanza
Unite potrebbero fare di più. Questa in sostanza l’opinione degli emilano-romagnoli sulle tre principali associazioni di rappresentanza delle cooperative italiane. Legacoop, Confcooperative e AGCI, intendono superare le storiche divisioni e confluire in un’unica associazione di rappresentanza, operazione questa vista di buon occhio dal 67% degli intervistati. Le sfide che attenderebbero al varco la neo-organizzazione sarebbero molte. A partire dalla lotta contro il caro-vita e dalla difesa del consumatore fino all’impegno nel garantire forme occupazionali più stabili (37%). L’associazione dovrebbe anche continuare a garantire una certa autonomia rispetto alla politica e investire in innovazione e ricerca, nonché a garantire standard di qualità più alti in ambito lavorativo e nel campo dei servizi offerti (22%).
NOTA INFORMATIVA: realizzazione: SWG s.r.l. Committente: Legacoop Emilia Romagna. Indagine CATI-CAWI su un campione rappresentativo di 1.800 cittadini maggiorenni residenti in Emilia-Romagna. Date: 24/01 - 01/02/2011.



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