Gli italiani e la vivibilità urbana

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Ven, 27/05/2011 - 13:46
L’agenda dei cittadini: al primo posto la sicurezza. Si intensifica la crisi della politica. Esplode l’emergenza traffico

L’immagine dell’Italia che traspare dalle risposte del campione di intervistati è quella di un Paese statico, con una scarsa mobilità sociale, un Paese in cui i fenomeni di malcostume delle classi (politico, economico, amministrativo) dirigenti e il deficit di senso civico sembrano essere tornati all’ordine del giorno, a oltre 15 anni dall’avvento di Tangentopoli. Non si può spiegare diversamente l’enfasi posta sulla questione dell’onestà nella gestione della cosa pubblica, cui si accompagna una forte crescita del senso civico tra i fattori determinanti la qualità della vita, e un’impennata della meritocrazia tra i valori che dovrebbero caratterizzare le città di oggi.

L’analisi dei dati evidenzia una protesta diffusa, presente (in misura abbastanza costante) in tutti i settori sociali e in tutte le realtà locali del Paese, contro una società che pare non premiare il merito individuale e l’onestà. Così, interpellati sugli obiettivi fondamentali che la propria città dovrebbe perseguire in futuro, l’onestà nell’amministrazione è arrivata a occupare il secondo posto, sperimentando - rispetto alla rilevazione del 2006 - un’ulteriore accelerazione della crescita che era iniziata l’anno precedente. A favore dell’integrità degli amministratori si schierano soprattutto i liberi professionisti, i cittadini delle grandi città (oltre i 250.000 abitanti), i più istruiti e quanti politicamente si collocano a sinistra.

A crescere di importanza è poi la issue traffico, che è passata ora al primo posto assoluto in ordine di priorità: le misure prese in questi anni dalle amministrazioni comunali paiono ancora insufficienti ad arginare i danni provocati dall’intensa circolazione delle automobili. Il disagio aumenta al crescere della dimensione del comune, ed è più diffuso nelle regioni centrali del Paese, meno al Sud e nelle Isole. Interventi per risolvere il problema sono invocati soprattutto dagli uomini e da chi ha un livello di scolarità medio od alto.

Cala, invece, l’importanza attribuita alle questioni socio- sanitarie, sociali in senso lato ed assistenziali. Occorre comunque notare che si tratta di una diminuzione relativa: tali ambiti rimangono ovviamente di primaria importanza per la popolazione, ma retrocedono nella graduatoria dei desiderata soprattutto a causa del recente intensificarsi dei problemi sopra indicati. I servizi socio-sanitari, comunque, occupano il terzo posto, le politiche per i giovani il quarto e i servizi per anziani il sesto.

Notevole è l’andamento delle politiche culturali e per lo spettacolo: pur non rappresentando per la popolazione una priorità assoluta (occupano l’ottavo posto in graduatoria), esse hanno sperimentato a partire dal 2004 un trend in costante crescita. Sostanzialmente stabili, invece, risultano le tematiche dello sviluppo economico (evidenziate dai 25-34enni, dai lavoratori autonomi e dagli abitanti del Sud e delle Isole), dell’aumento delle aree verdi (su cui insistono i 25-34enni, un po’ meno gli abitanti dei piccoli comuni), del turismo (considerato più importante da chi risiede nel Mezzogiorno e nelle Isole, meno dagli abitanti delle grandi città) e dello sport.

Come anticipato, l’accento sul bisogno di onestà nella vita pubblica va di pari passo con la rilevanza via via crescente assunta (nell’arco temporale che va dal 2004 ad oggi) dal senso civico come determinante della qualità della vita. Per gli italiani del 2007, esso rappresenta il secondo fattore alla base della soddisfazione per il luogo in cui si risiede. Cresce dunque l’importanza attribuita a una convivenza fatta di rispetto delle regole e dei concittadini, e si fa largo (soprattutto tra chi si colloca a sinistra o centro-sinistra e tra i laureati) la consapevolezza che il bene comune è la premessa per il benessere individuale.

Ma il fattore più importante rimane la sicurezza: si tratta di un concetto multi-dimensionale, che oltre alla sua più diffusa accezione di “tutela dell’ordine pubblico” comprende molti altri aspetti del vivere contemporaneo. Si pensi, ad esempio, al problema della precarietà del lavoro, o al rischio di perdere le tutele sociali e previdenziali, ai fenomeni di malasanità, o ancora, alle difficoltà abitative e residenziali. Il rischio sociale insito in tale enfasi sulla sicurezza è un diffuso ripiegarsi sulle posizioni acquisite, una dilagante, aprioristica paura del nuovo che impedisce ogni tipo di progresso e di soluzione dei problemi sociali vecchi e nuovi. Il bisogno di sicurezza è più forte tra chi si colloca politicamente a destra o centro-destra, meno tra l’elettorato di sinistra e i residenti nelle Isole.

Dopo sicurezza e senso civico, al terzo posto si trova – sostanzialmente stabile – l’efficienza dei servizi, reputata essenziale soprattutto dai 25-34enni, dai liberi professionisti e dai laureati, e sottovalutata da chi risiede al Sud.

Quanto agli altri fattori, l’importanza della partecipazione dei cittadini alle scelte della città ha proseguito il calo già manifestato a partire dal 2004. Minore rispetto al 2006, poi, è la rilevanza assunta dallo sviluppo economico, fattore ritenuto fondamentale soprattutto dagli operai e dai residenti al Sud o nelle Isole (al contrario dei cittadini del Nord). Si rileva infine che chi abita nei grandi centri associa in misura minore la qualità della vita con le opportunità di incontro.

Anche sul piano dei valori fondanti che devono caratterizzare la città in cui vivono, gli italiani chiedono un’inversione di rotta. Lo dimostra la poderosa crescita del valore della meritocrazia: i cittadini giudicano la situazione sociale poco fluida, con un troppo esiguo spazio lasciato al merito e una permanenza delle vecchie logiche clientelari. La protesta per tale situazione assume un’intensità più elevata tra gli uomini, i lavoratori autonomi, i laureati (in particolare si nota un andamento crescente in relazione al livello di istruzione) e quanti risiedono nelle regioni centrali del Paese. Tale atteggiamento non trova invece un terreno particolarmente fertile all’interno della classe d’età tra i 45 e i 54 anni.

Si smorza, invece, la spinta all’innovazione, che subisce un deciso ridimensionamento, pur mantenendosi al primo posto, a pari merito con la solidarietà. In ciò troviamo la conferma della

minore importanza – rispetto al recente passato – attribuita alle tematiche dello sviluppo economico, a fronte di un’emergente domanda di senso civico e di eguaglianza nelle opportunità. Sono i giovani che si affacciano al mondo del lavoro quelli che più puntano sull’innovazione, assieme ai residenti nel Mezzogiorno.

Quanto alla solidarietà, essa si conferma un valore più radicato nell’elettorato di centro-sinistra e sinistra. Chi si colloca sul fronte opposto del continuum destra-sinistra, invece, ritiene più importante la difesa delle tradizioni; lo stesso si può dire per quanti risiedono nei comuni sotto i 10.000 abitanti.

Notiamo infine il progressivo calo, manifestatosi a partire dal 2005, dei valori dell’accoglienza e della tolleranza: come già più volte ricordato si tratta di una diminuzione relativa (in confronto, cioè, agli altri valori proposti agli intervistati), che non necessariamente corrisponde a un atteggiamento di maggiore chiusura o di intolleranza.

 

    

Commenti

gestione della cosa pubblica onesta e trasparente

abbiamo bisogno di legalità e rispetto dell'ambiente

Sicurezza

Ciò che più mi preoccupa attalmente è la sicurezza. Non mi riferisco solo alla criminalità organizzata, dalla quale ho poco da temere non occupandomi di attività illegali, ma da ciò che può succedere semplicemente passeggiando, magari di sera nel centro di una città come Roma. Basta un nulla a far scattare reazioni imprevedibili da parte di ubriachi o drogati che circolano liberamente sotto gli occhi dei responsabili dell'ordine pubblico che appaiono sonnacchiosi e spesso indifferenti. Con l'ingresso indiscriminato di stranieri poi la situazione è precipitata drasticamente. Come cittadino mi sento indifeso.

Senso di responsabilità limitato

Da anni chiedo un dosso giusto per limitare la velocità dei vari mezzi quali:auto, motociclette, motoscooter ma, purtroppo, i responsabili del Comune di Valdagno, aspettano che ci scappi il morto!
Saluti

Una maggiore attenzione verso gli anziani

Il precedente post si riferiva, inoltre, a favore degli anziani i quali tranquillamente possono essere investiti a morte!

soluzioni per il traffico cittadino

I fracassoni passano rumorosamente sotto il naso della Polizia municipale senza che questi muovono un dito ed è un martirio per le nostre orecchie!
Il tutto sempre presso il Comune di Valdagno!

LIMITARE AL MINIMO LA CIRCOLAZIONE DELLE MACCHINE E DEI MOTORINI

LIMITARE AL MINIMO LA CIRCOLAZIONE DELLE MACCHINE E DEI MOTORINI...PIU' MEZZI PUBBLICI, METRO E TRAM!!!!! PIU' PISTE CICLABILI, PIU' ISOLE PEDONALI.....NON CI SONO ALTRE SOLUZIONI...ALMENO PER ROMA

mezzi di trasporto ecologici e riqualificazione

Salve,

ritengo che sia l'ora, visto che la tecnologia e i prototipi ci sono, che siano realizzati i mezzi di trasporto, qualsiasi, ad idrogeno, che con un litro di acqua (H2O) scomposto mediante pannello fotovoltaico tramuta l'acqua in 2 particelle di Idrogeno ed una di ossigeno... questo è il futuro e la salvezza!!!...
L'altro punto è che realizzino parcheggi sotterranei gratis al fine di eliminare le macchine sulle strade urbane e nelle piazze riqualificandole con verde e fonti alternative...
Fare la differenziata e riciclare!!!
Una nazione madre dell'arte che può vivere di arte e turismo... non mi capacito di questa povertà d'animo fatta solo per sfruttare il prossimo e farlo vivere male...
Che animali disgustosi che siamo!!!

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