I giovani e la fede: bilancio in passivo per la Chiesa

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Mar, 27/04/2010 - 10:44

 

Come si pongono i giovani di oggi di fronte alla religione? Che rapporto hanno con la Chiesa cattolica? Quale valore attribuiscono alla fede? Qual è lo stato della partecipazione giovanile ai momenti di vita liturgica? A questi e altri quesiti ha cercato di rispondere l’indagine IARD-SWG, “I giovani di fronte al futuro e alla vita, con e senza fede”, realizzata per conto della diocesi di Novara. Lo studio, che fa parte del progetto culturale Passio 2010, ha raccolto i punti di vista di 1000 ragazzi tra i 18 e i 29 anni con l’obiettivo di valutare il livello di diffusione della fede tra la popolazione giovanile italiana. Ne è emerso un quadro interessante e senza dubbio degno di riflessione.

Cala il senso di appartenenza giovanile e il rapporto con la Chiesa appare debole, incrinato, fortemente compromesso. Cresce l’idea che la fede sia una questione estremamente privata, da vivere a livello individuale, con i propri tempi, nei propri spazi, senza che vi sia necessariamente il bisogno di condividere le proprie credenze. Questa la prima considerazione di fondo che emerge dalla lettura dei dati IARD-SWG.
Ben l’80% dei giovani, infatti, evidenzia un’attenzione verso il sacro, che però, sempre meno, si identifica in una appartenenza religiosa specifica e, sempre più, in una relazione individuale con la dimensione divina, al di fuori dei canoni tradizionali. Ad oggi la “schiera” dei giovani che si definiscono cattolici supera di poco il 50%. Soprattutto, si riducono, rispetto al 2004, i cattolici praticanti (che passano dal 18,1 al 15,4%), mentre aumentano nettamente i “credenti che non si identificano in una Chiesa”, passando dal 12,3% del 2004 al 22,8% di oggi. In aumento anche i giovani non credenti che rispetto al 18,7% di sei anni fa, raggiungono il 21,8% nel 2010.

Lo tsunami sfiducia si imbatte prepontemente sulla Chiesa dunque. Raddoppia la percentuale dei ragazzi che dicono di non avere alcuna fiducia in essa, coinvolgendo il 30% degli intervistati. Inoltre, la maggioranza delle figure religiose riscuote poco successo tra i giovani. Nettamente in crisi la credibilità di sacerdoti  (30%) e vescovi (20%), mentre i frati e le suore riescono ad attrarre qualche simpatia in più, conquistandosi la fiducia del 40-50% dei ragazzi.
Oltre che la fiducia nella Chiesa cattolica, diminuisce anche l’interesse verso la dimensione spirituale e la partecipazione a gruppi e riti religiosi. In controtendenza, invece, la partecipazione a pellegrinaggi in luoghi sacri (che passa dal 9,7 del 2004 all’11,6% di oggi) e la quota di giovani che prendono parte saltuariamente a processioni religiose.
Si conferma, dunque, la tendenza a voler vivere il rapporto con il proprio dio al di fuori degli schemi routinari, prettamente legati al calendario liturgico; si preferisce, appunto, un approccio personale al sacro, all’insegna di un più ampio e complesso percorso di ricerca.

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