Il governo ideale per i giovani: decisionista, riformatore, federalista e laico

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Mer, 18/02/2009 - 12:48

 

 

Decisionista, riformatore,
federalista, laico, ambientalista, liberalista, meritocratico e pacifista.
Capace di dare un forte impulso allo sviluppo economico, ma al tempo stesso
deciso nel mettere un freno alla flessibilità nel lavoro. Improntato alla
tolleranza zero e duro con gli immigrati, ma attento all’equità sociale, a
limitare i disagi e le diseguaglianze con una linea di forte aumento degli
stipendi e delle pensioni e di chiara e senza “se” e senza “ma” lotta all’evasione
fiscale.

 

È questa l’immagine del
governo ideale per i giovani italiani. Un governo che alla concertazione, deve
preferire la decisione (55%). Che alle riforme graduali prediliga quelle
radicali (69%). Che rompa con il centralismo per il federalismo (58%) e che
abbia un’impronta nettamente laica (69%), ambientalista (64%) e pacifista (l’86%
dei giovani è per la riduzione delle spese militari). Alla solidarietà, secondo
i ragazzi e le ragazze italiane, il governo ideale deve preferire l’impegno per
lo sviluppo economico (57%), per le liberalizzazioni (55%) e per la
meritocrazia (65%).

 

 

 

L’esecutivo, però, deve
mettere anche dei freni, secchi e duri, alla flessibilità e al precariato (per
l’80% deve rendere sicuri i posti di lavoro). Sul fronte della criminalità i
giovani non hanno dubbi: tolleranza zero (63%) e maggiori controlli sull’immigrazione
(68%). Il governo ideale dei giovani, infine, si deve impegnare nell’incrementare
salari e pensioni; non deve dare tregua agli evasori fiscali (59%) e, se serve,
deve prendere decisioni anche contrastanti per l’Unione europea (53%). Insomma,
il governo ideale per i giovani deve pensare al futuro e alle nuove generazioni
e deve occuparsi soprattutto di giovani (64%), di famiglie indigenti (53%), di
disoccupazione (48%).

 

Le priorità che catalizzano
maggiormente le risposte dei giovani intervistati sono la necessità di ridurre
il più possibile le spese militari (86%) e di cercare di rendere il più sicuri
in termini contrattuali i posti di lavoro (80%). Sono queste due le azioni
principali che dovrebbe compiere il Governo Ideale per gli intervistati che
trovano d’accordo oltre 4 intervistati su 5.

 

Se la contrarietà ad un
rafforzamento militarista è prevedibile in quanto tema particolarmente affine
alle convinzioni giovanili, emerge con forza la mancata recezione da parte del
segmento di giovani della accezione positiva che può avere il termine
‘flessibilità del lavoro’. Solo il 20% dei rispondenti auspica, infatti, un
governo che operi a favore di una maggiore flessibilizzazione dei mercati
occupazionali, la restante grande maggioranza vuole la sicurezza del contratto
di lavoro, a gran voce.

 

 

 

 

 

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