L’Italia: un paese sempre più in crisi

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Mer, 05/10/2011 - 09:21

La crisi continua ad imperversare e per le famiglie chiudere il mese è diventata una vera impresa. Il Governo non si attiva quanto ci si aspetta, mentre l’opinione pubblica continua a pensare che gli interventi dovrebbero partire proprio a livello nazionale dalle istituzioni centrali. Proseguono dunque i tempi difficili e gli italiani non riescono ad allentare una cinghia che hanno già stretto a più riprese. Quasi 6 famiglie su 10 hanno grosse difficoltà a far quadrare i conti e il 41% non riesce né a sostenere le spese mediche, né a pagare tranquillamente le normali bollette. Questa la drammatica situazione fotografata dall’indagine SWG per ANCI-CITTALIA.

 

Un Paese che appare stanco, provato dai continui sforzi per sopravvivere e ulteriormente colpito dalla manovra economica. Ma la cosa peggiore, è la visione grigia del futuro accompagnata da un costante senso di disagio e di impotenza: è il 91% dei cittadini ad essere convinto che la crisi durerà ancora a lungo e porterà altre conseguenze negative.

Rispetto al 2009 aumenta il numero di famiglie che si ritrova a fare i conti con un reddito che non consente di vivere senza difficoltà (dal 51,5% del 2009 al 57,3% del 2011), con la conseguente riduzione di quanti invece possono affermare di riuscire a sbarcare tranquillamente il lunario (41,4% nel 2009 contro il 34,6% del 2011). E i problemi si vedono soprattutto nella vita di ogni giorno. Un quarto degli italiani racconta di avere addirittura difficoltà per gli acquisti di generi alimentari. Non solo: buona parte degli intervistati fatica a pagare le bollette (41%), ad affrontare le spese mediche (41%) e ad essere puntuale con il mutuo o l’affitto (40%).

 

A fronte di questa drammatica situazione, chi potrebbe risollevare le sorti del Paese? Chi si dovrebbe occupare di trovare delle soluzioni adeguate e convincenti? L’opinione pubblica nazionale non ha dubbi: il 77% degli italiani ritiene che gli interventi anti crisi dovrebbero essere realizzati principalmente a livello nazionale dalle istituzioni centrali. Una convinzione sempre più solida e che, dal 2009, ha raccolto un ulteriore 10% di consensi, ma che sembra debba rimanere solo un’idea visto che è appena il 13% a ritenere che il Governo finora abbia saputo affrontare la crisi economica in modo concreto. Si piazzano meglio, invece, il Comune e le istituzioni europee (entrambi al 19%), che sono apparse più attive nell’elaborazione e attuazione di soluzioni efficaci. Pure la Regione (16%) è sembrata più operosa del Governo, anche se rimane pesante la quota di cittadini (27%) talmente sconfortata che non riesce ad individuare un soggetto a cui dare il merito di aver tentato realmente di fare qualcosa.

A conti fatti, sale quindi la fiducia nei confronti dei Comuni: rispetto al 2009, passa dal 22% al 27% la quota di italiani che ritiene questo ente il più adatto a far fruttare le risorse per fronteggiare la crisi. Per contro, il Governo sta perdendo credibilità, tanto che scende di ben 11 punti percentuali la fetta di italiani che lo ritiene in grado di utilizzare fruttuosamente quanto messo a disposizione per contrastare questo momento di congiuntura così negativa.

 

 

NOTA INFORMATIVA

Soggetto realizzatore: SWG srl
Committente: ANCI-CITTALIA
Periodo di rilevazione: 31 agosto – 10 settembre 2011
Tipo di rilevazione: sondaggio con interviste online (metodo CAWI), su un campione nazionale stratificato per quote di 1.000 soggetti, rappresentativi dell’universo della popolazione maggiorenne residente in Italia di età.
Margine d’errore massimo: ±/- 3,1 %

Il documento sarà disponibile sul sito: www.agcom.it

 

 

 

Glenda Heidebrunn

Commenti

Ma in che paese vivete?

Non credo ad alcun dato statistico.
Non credo ad alcuna delle analisi socio-economiche proposte.
Quel che vedo e conosco presenta segni esattamente opposti.
E' un paese ricco, ricchissimo.
Con un tenore di vita superiore ai dati ufficiali ma che
vive, purtoppo benissimo,sull'evasione fiscale e sul lavoro nero.
L'unico autentico pericolo è il debito pubblico.
occorre ridimensionare drasticamente la facoltà di spesa dei comuni e delle istituzioni in generale.

situazione economica

Ma fatemi il piacere, ma dove stà la crisi finanziaria delle famiglie, andate a vedere i ristoranti, le pizzerie i grandi magazzini i luoghi di villeggiatura e vi rendete conto quanto e grave la crisi.

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errorini: "Non sia mai che qualcuno dei lettori capisce com’e’..."il verbo corretto è capisca"Salutil..."errore di battiturascemenze a parte, grazie capretta.meno male che c'è ancora qualcuno come te che riporta queste cose in giro per la blogosfera, correttamente documentate e critiche al punto giusto.

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