La matrice storico-culturale dell’identità italiana e quella storico-civica dell’identità britannica

pubblicato da

il

Mer, 22/10/2008 - 10:00

Ad accomunare italiani e britannici troviamo il riconoscimento condiviso di due elementi portanti della propria identità:

·         la propria storia/ passato, che rappresenta per entrambi il fulcro della propria identità nazionale (in particolar modo per i britannici);

·         l’idea che italiani e britannici siano contraddistinti da un loro particolare modo di essere, ovvero da un carattere e da una mentalità diffusa, che li accomuna e li distingue da altri popoli.

Due elementi comuni, ai quali si aggiunge anche l’uguale importanza (secondaria ma pur sempre significativa) attribuita alla tradizione e al folklore.


Entrambi i paesi sono dunque accomunati dall’idea di possedere un’identità di “carattere”, ovvero fondata principalmente su fattori di natura comportamentale e storico-culturale, in cui il senso di appartenenza si esterna, anche per le nuove generazioni, nel riconoscimento di un percorso comune. Di qui il valore del vincolo culturale (e popolare), il senso di un modo di essere, il valore potenziale di sentirsi comunità di destino, di sentirsi “parte del tutto”.


Delle identità di carattere, delle comunità di destino, quelle italiane e britanniche, contraddistinte però da equilibri identitari differenti: quella italiana maggiormente segnata dalla componente culturale e locale; quella inglese d’impronta e matrice più civica.


Per i giovani italiani, infatti, l’identità del loro popolo si fonda, oltre che su un passato condiviso, soprattutto sulla produzione artistica e culturale, che supera – seppur di poco – la stessa importanza rivestita dagli elementi caratteriali e comportamentali. Inoltre, per gli italiani assume un ruolo di primo piano anche l’enogastronomia, che fa parte – di fatto - della cultura, della tradizione e delle ‘eccellenze’ del nostro paese. Entrambi fattori scarsamente influenti per i britannici.


I britannici ritengono invece che, nella formazione della propria identità nazionale, oltre alla storia, al carattere e alle tradizioni, contino soprattutto la condivisione della stessa lingua e degli stessi valori civici: i fattori meno citati dagli italiani. Uno sguardo che segna un’identità più marcatamente di “cittadinanza”, con uno sguardo non soltanto rivolto al passato ma anche a quelle radici che nel presente cementano – in maniera “attiva” – la condivisione del proprio destino comune.

Un’identità che dunque non rimanda in primo luogo all’immagine che contraddistingue il proprio popolo agli occhi degli altri, ma a ciò che ne sostanzia e rende peculiare la convivenza e l’agire.


Infine, c’è un’ultima osservazione da fare. Un ulteriore punto di contatto – in negativo – tra i due paesi: la religione si conferma l’elemento meno rilevante sia nel Regno Unito che nella cattolica Italia.



Secondo te quali sono gli elementi costitutivi dell'essere italiani/britannici?



 

Italia

UK

la storia /il passato

50

63

la cultura e la produzione artistica

47

26

il carattere e la mentalita'

43

48

l'eno-gastronomia

39

14

le tradizioni, il folklore

32

36

lo stile di vita

27

22

la lingua

24

37

i valori civici

11

38

la religione

10

6

altro

1

2

preferisco non rispondere

1

3

somma citazioni (3 risposte possibili)




La famiglia e la Tv all’origine dell’identità. Per i britannici conta anche la stampa


Sia in Italia che nel Regno Unito è la famiglia ad essere considerata il principale veicolo di formazione dell’identità.

Si conferma, dunque, la funzione fondamentale svolta dai rapporti interpersonali, dalla ‘prossimità’ e dal confronto con soggetti a noi più vicini (la famiglia prima degli amici), sia nella definizione dell’individuo che della collettività. Un ruolo la cui importanza viene riconosciuta in misura maggiore dalle donne e il cui valore aumenta con il passare degli anni in entrambi i paesi.


Il secondo fattore condizionante l’identità sia degli italiani che dei britannici è la televisione.

Naturalmente, non sappiamo come tale funzione venga interpretata. Quello che possiamo dire è che in entrambi i paesi alla TV viene attribuito un ruolo di primo piano nella formazione della coscienza collettiva e che, data la forte correlazione esistente con il livello d’istruzione degli intervistati - più hanno studiato più ritengono che la TV influenzi l’identità del proprio popolo – è plausibile ritenere che in tale valutazione vi sia una vena di criticità (la televisione come “cattiva maestra”[1]).  .


Le strade dei giovani italiani e britannici si dividono, invece, sull’individuazione del terzo canale d’influenza, poiché in questo caso gli italiani tornano all’elemento relazionale, parlando delle frequentazioni e amicizie; mentre i britannici indicano la stampa.

Un dato estremamente interessante, che marca in maniera forte e precisa la profonda differenza nella cultura diffusa nei due paesi. In Italia, infatti, il ruolo della carta stampata appare ormai del tutto marginale, con il suo 5% di citazioni contro il 40% britannico.

Ciò significa che, mentre nel Regno Unito l’influenza degli old media si estrinseca ancora lungo il doppio binario della televisione e della stampa, che hanno un peso e un potenziale di penetrazione simile, in Italia ad assolvere al ruolo di “seconda madre” degli italiani è rimasta solo la televisione. Una situazione che determina, a caduta, almeno due effetti.


Innanzi tutto, un diverso equilibrio di ruoli tra old e new media, poiché nel Regno Unito l’attualità e la rilevanza della carta stampata nella formazione dell’identità collettiva riduce de facto l’importanza assegnata ai new media e alle nuove tecnologie (19%); importanza che in Italia appare oggi significativamente maggiore (31%).

Ci troviamo dunque di fronte ad un quadro italiano in cui il ruolo dei new media tende ad essere sempre più determinante – con una funzione formativa oltre che meramente strumentale - e oramai decisamente più centrale di quello della carta stampata; e un quadro britannico ancora fortemente ancorato agli old media, dove internet e le nuove tecnologie – nonostante il maggior livello di diffusione – sembrano influenzare molto meno il modo di essere della popolazione.


In secondo luogo, ciò determina un diverso equilibrio nei due paesi tra il ruolo svolto dagli old media e quello svolto dalle relazioni interpersonali. Accorpando le voci, osserviamo infatti come il livello di rilevanza attribuito alla relazioni amicali e familiari, per quanto molto elevato in entrambi i campioni,  sia rispetto agli old media decisamente preponderante in Italia (dove la carta stampata non conta più e i new media ancora non abbastanza), mentre sostanzialmente paritario nel Regno Unito.


Un ulteriore elemento di differenziazione tra i giovani dei due paesi è costituito dal ruolo assegnato alla politica, che pur essendo considerato secondario da entrambi, risulta ancora significativo tra i britannici (al 5°posto), mentre ormai marginale per gli italiani.

Una differenza che potrebbe riflettere la fase di profonda crisi del rapporto tra gli italiani e la politica e il progressivo allontanamento dei cittadini dalla militanza, oltre che una generalizzata demoralizzazione, tra i giovani, per il sistema Italia.



 


Sempre in relazione al tema dell'identità, quali sono oggi i canali o i fattori che secondo te influiscono maggiormente sul modo di essere e sulla formazione dell'identità degli italiani/britannici?



 

Italia

UK

il contesto familiare

59

56

la televisione

49

49

gli amici/ le frequentazioni fuori dal lavoro

46

36

i new media (internet, telefonia mobile ecc)

31

19

l'ambiente di lavoro

30

21

la scuola/l'università

30

26

la pubblicità

19

13

la politica

14

28

la carta stampata

5

40

altro

2

3

preferisco non rispondere

1

3

somma citazioni (3 risposte possibili)





[1] Karl R.Popper e John Condry, Cattiva maestra televisione, Reset-Donzelli, Roma 1996

NOTA INFO. Realizzazione SWG. Committente Ambasciata Britannica in Italia. L'indagine quantitativa è stata condotta mediante sondaggio online CAWI (Computer Assisted Web Interview),  all'interno di 2 campioni di 1000 soggetti maggiorenni, d'età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti in Italia e nel Regno Unito, rappresentativi dell'universo di riferimento in base ai parametri di sesso, età e zona di residenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Invia un commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Image CAPTCHA
Digita i caratteri visualizzati nell'immagine.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione