La preoccupazione al calor bianco per il futuro del Paese
Pensare al futuro dell’Italia è per i giovani fonte di apprensione: 6 intervistati su 10 esprimono una preoccupazione elevata per il futuro del Paese.
Si dimostrano più allarmate le ragazze, chi vive in condizioni economiche disagiate e chi dal punto di vista della collocazione politica si definisce di sinistra o centro sinistra.
Per gli altri soggetti la preoccupazione cresce con l’aumentare dell’età e delle responsabilità che ne conseguono. Emerge un maggior senso di apprensione nelle due polarizzazioni urbane: da un lato nelle città più grosse (quelle con più di 100.000 abitanti) e, dall’altro lato, nei piccoli centri (quelli con meno di 10.000 abitanti). Mentre rimane un certo senso di solidità nelle realtà urbane intermedie, nella profonda provincia italiana, quella dei distretti produttivi, quella del boom della piccola impresa.
Nei centri maggiori, il senso di apprensione per il futuro è, con ogni probabilità, legato anche a un fattore di visibilità della crisi. È in queste realtà che si assiste ad una progressiva riduzione delle opportunità lavorative e si registrano le maggiori difficoltà di imprese medie e grandi. Si assiste cioè all’entrata in fibrillazione dei fattori che rappresentano uno dei principali elementi di attrazione di una grande città. Nei centri più piccoli d’altro canto, la mancanza di prospettive diventa un problema più acuto, una sorta di condanna per mancanza di prospettive, di opportunità, di vie d’uscita e di fuga.
I livelli di preoccupazione, infine, appaiono differenti nella geografia del Paese. Rimane e si allarga la spaccatura tra Nord e Sud, con i giovani del meridione e delle Isole più inquieti, preoccupati, avviliti rispetto alle altre zone.
L’analisi dei livelli di preoccupazione è uno specchio importante per leggere le dinamiche italiane. Ci riporta un Paese afflitto da profonde debolezze che scorrono lungo alcune longitudini:
• quelle di genere, con il mondo femminile che sembra pagare maggiormente le riduzioni di opportunità e di dinamismo
• quelle geografiche, con il Sud penalizzato che accentua i fattori della sue debolezze strutturali e dei suoi ritardi nello sviluppo
• quelle urbane, con i due poli della dimensione, quella metropolitana e quella del piccolo centro, che avvertono per primi il venir meno del vigore del Paese, segnalando ancora una volta quanto la forza dellʼItalia si concentri in quellʼuniverso di mezzo, in quella provincia che ha fatto della sua dimensione minore un fattore di resistenza, di flessibilità, di azione e trasformazione e il suo punto di forza.
Pensando all'Italia tra 10 anni, quanto ti senti preoccupato per il futuro del nostro Paese? Utilizza una scala da 1 (per niente preoccupato) a 10 (molto preoccupato)

I temi che alimentano il disagio
Quello che preoccupa maggiormente i giovani in questo momento è la concomitanza di tre aspetti che, associati, diventano fonte di insicurezza e sfiducia nei confronti di un futuro di benessere e autonomia.
Essi sono le dinamiche dell’ambito occupazionale, ovvero bassi salari e precarietà; le dinamiche dell’equilibrio e della facilità di vita che toccano elementi come il caro prezzi, ma anche fattori come la crisi finanziaria, infine alcuni problemi strutturali dell’Italia che attendono alla doppia dinamica della qualità del futuro, dell’investire sul futuro, e quello di un Paese più attento a diminuire i fattori di disagio del vivere quotidiano. Così troviamo da un lato il tema degli investimenti nella ricerca e dall’altro lato il peso del tema della sicurezza e della qualità della giustizia.
Il principale motivo di preoccupazione coincide con l’ambito occupazionale, con particolare enfasi sull’insufficiente livello di salari e pensioni e la precarietà del lavoro.
Il basso livello di salari e pensioni è un tema che viene evidenziato in modo particolare dalle ragazze. Probabilmente questo forte disagio espresso dalle ragazze dipende anche dalla disparità oggettiva con gli uomini nell’ambito lavorativo.
La precarietà del lavoro spaventa molto più della disoccupazione. Le ragazze dimostrano una preoccupazione maggiore e lo stesso vale per i trentenni, i residenti nelle Isole, chi è disoccupato o in cerca di prima occupazione, chi versa in condizioni economiche disagiate e quanti si collocano a sinistra o a centro-sinistra.
Secondariamente, emerge la preoccupazione per l’aumento del costo della vita. Anche questo aspetto viene segnalato in particolar modo dalle ragazze, dai trentenni, da chi risiede nelle Isole, dai disoccupati o da chi è in cerca di una prima occupazione. Inoltre, chi già vive in una situazione economica disagiata sente maggiormente il peso di questo aspetto. Subito dopo questi fattori contingenti, i giovani intervistati citano alcuni problemi strutturali del Paese, che, da una parte, ne limitano lo sviluppo e dall’altra minano la giustizia sociale.
Un tema segnalato con enfasi dai giovani è la scarsità degli investimenti nella ricerca, al quale questo segmento della popolazione è ovviamente più sensibile. Infatti, la preoccupazione si dimostra trasversale per genere, età, zona di residenza e condizioni economiche. L’unica differenza emerge se si considera l’auto collocazione politica. I ragazzi, che si collocano a sinistra o al centro sinistra, risultano più sensibili al tema.
La preoccupazione per l’inadeguatezza del sistema giudiziario, alla quale viene dato un peso così rilevante nella gerarchia delle preoccupazioni, si differenzia per genere: i segmenti maggiormente sensibili a questo argomento sono le ragazze e chi si colloca a destra e al centro-destra.
Ritroviamo tra i problemi strutturali del Paese anche la criminalità organizzata. La preoccupazione per questo problema è trasversale tra i segmenti, anche se a livello di zona emerge una maggiore enfasi sul tema a Nord Ovest rispetto al Sud e alle Isole. Probabilmente siamo di fronte ad un fenomeno di assuefazione, che nelle zone più interessate da questo problema porta a sottovalutarne la gravità. La disoccupazione è un’ulteriore fonte di preoccupazione, che – come visto - nonostante la sua problematicità viene superata dalla paura nei confronti della stabilità del lavoro. Citano di più questo timore le ragazze, i trentenni, i residenti al Sud e nelle Isole, i disoccupati e chi è in cerca di prima occupazione, chi vive in condizioni economiche disagiate e i giovani di sinistra e centro sinistra.
Le vicende legate all’attuale crisi finanziaria rappresentano una fonte di inquietudine soprattutto per le ragazze e per chi versa in condizioni economiche disagiate. Una lettura di questo dato potrebbe essere che i giovani vivono questa crisi in una chiave di limitazione del futuro e dei suoi possibili risvolti occupazionali. L’analisi della correlazione, infatti, conferma l’associazione tra il tema delle difficoltà economiche contingenti e quelle occupazionali.
Temi che appaiono a minor impatto relativo ma che hanno comunque una loro valenza sono quelli della pressione fiscale, dell’ambiente e della casa.
L’elevata pressione fiscale è un problema rilevante che riguarda soprattutto alcuni segmenti particolari del campione: i trentenni, chi si dichiara più in difficoltà dal punto di vista delle condizioni economiche, quanti si sono resi indipendenti dalla famiglia d’origine e gli elettori di destra e centro destra. I temi ambientali e della gestione dei rifiuti sono particolarmente sentiti al Sud e tra chi si colloca a sinistra e al centro sinistra. Nonostante il punteggio medio che raggiungono sia relativamente elevato (7.5), nella graduatoria complessiva si collocano sotto la media generale (7.6). Questo indica che tali preoccupazioni, pur essendo presenti nella mente dei giovani, vengono scavalcate da altri problemi più contingenti.
Il problema della casa, contrariamente alle aspettative, si trova anch’esso sotto media nella graduatoria delle preoccupazioni. Questo dovrebbe essere un argomento che riguarda i giovani da vicino e al quale dovrebbero essere molto sensibili, considerate le difficoltà esistenti nel nostro Paese. I segmenti più preoccupati si dimostrano le ragazze, chi si trova in una situazione economica difficile e gli elettori di sinistra e centro- sinistra. Stranamente, non emergono differenze dovute all’ampiezza del centro abitato. Potrebbero incidere su questa opinione due fattori: la caratteristica dell’Italia di essere un Paese di proprietari di case e il ritardo con cui i giovani si rendono indipendenti dalla famiglia d’origine.
La microcriminalità, che fino a qualche mese fa era un tema molto presente in agenda, non si colloca in cima alle preoccupazioni dei giovani. I segmenti che citano maggiormente questo tema sono gli elettori di destra e centro-destra, i residenti a Nord-Ovest e nei centri piccoli (con meno di 10.000 abitanti). Il problema della sicurezza sembra molto più accentuato nei piccoli centri dove la diversità è più visibile e a pochi episodi viene data un’enfasi maggiore.
Verso il fondo della gerarchia delle preoccupazioni troviamo le tematiche internazionali. Tali questioni non sembrano particolarmente importanti per i giovani italiani, che si dimostrano più focalizzati su temi che li riguardano da vicino. Il terrorismo internazionale viene citato, di più rispetto al dato medio, dagli elettori di destra e centro-destra, mentre il problema delle guerre e dei conflitti internazionali da chi ha creato una propria famiglia.
L’immigrazione è l’ultima delle preoccupazioni che i giovani esprimono. Si dimostrano più sensibili a questo tema i residenti a Nord-Ovest e gli elettori di destra e centro-destra.
Di seguito troverai elencate alcune fonti di preoccupazione di cui si parla molto sui giornali e in TV. Puoi dirmi quanto, secondo te, i seguenti problemi sono gravi nel nostro Paese? (Utilizza una scala da 1 a 10, dove 1 significa 'per nientegrave' e 10 significa 'gravissimo')


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