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Alla luce di quanto esposto
finora, non stupisce che la valutazione dei singoli partiti che fanno capo al
centro sinistra sia molto critica.
Eccezion fatta per l’Italia
dei Valori e per il Partito Democratico, che ottengono una valutazione
sufficiente (per quanto non brillante), tutte le altre forze politiche vengono
sonoramente bocciate dall’elettorato di centro sinistra.
Naturalmente, i dati
complessivi sono poco significativi in sé, poiché risentono del diverso peso
elettorale di ciascun partito. Tuttavia, il quadro non appare molto più
incoraggiante anche ad uno sguardo più interno e partigiano.
Ad esempio, si manifesta in
tutta la sua virulenza la crisi di rappresentanza che sta attraversando l’area
radicale della sinistra. I partiti che
facevano capo alla Sinistra Arcobaleno, infatti, godono di scarso consenso
persino tra chi oggi li voterebbe. La stessa Rifondazione Comunista ottiene un
misero 6,3 dal suo elettorato potenziale, che diventa già 5,9 tra quanti hanno
votato Sinistra Arcobaleno alle scorse elezioni. E possiamo presumere che, dopo
le ultime scissioni in seno al partito, oggi questa valutazione sarebbe ancora
più severa.
Assai ridotto, pertanto, anche
il potenziale espansivo dei vari partiti di sinistra sia negli altri segmenti
elettorali d’area che tra gli indecisi: da questo punto di vista, qualche
chance in più sembrerebbe averla solo la Sinistra Democratica, che attualmente
può contare, tra gli elettori del PD e dell’IDV, rispettivamente il 21% e il
15% di valutazioni molto positive.
Ma se Atene piange, Sparta non
ride. Il Partito Democratico, infatti, per quanto tra i suoi elettori raccolga
valutazioni discrete (voto medio 7,3), complessivamente non brilla e,
soprattutto, non sembra dotato di una capacità attrattiva in grado di
intercettare i favori di altri segmenti elettorali. Criticato dalla sinistra
radicale come dagli indecisi, il PD non viene apprezzato neanche dagli elettori
di Di Pietro.
Ad avvantaggiarsi
(relativamente) di questa doppia disfatta resta dunque l’Italia dei Valori, che
attualmente rappresenta il partito più gradito, o meglio il meno sgradito al
popolo di centro sinistra. L’IDV, infatti, può contare su un livello di
apprezzamento elevato da parte del suo elettorato (voto medio 8,4) e raccoglie
giudizi molto positivi anche da un quarto degli elettori del PD.
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docente universitario Scritto da Bartolo Anglani il 2009-03-22 07:57:41 Ho votato PD l'anno scorso, ingannato dal "voto utile". Non mi fregano più. E' un partito di centro diretto da stalinisti. Vorrei un partito socialdemocratico di sinistra... | Io voto ancora PD Scritto da Giulia Numa il 2009-04-03 15:50:47 pensare diversamente riconfermerebbe Berlusconi Voto PD PD PD PD | Semplificazione e pluralismo Scritto da Visitatore il 2009-04-14 10:29:18 bisogna mantenere la semplificazione del quadro politicio e il dissenso deve essere espresso internamente ai partiti, non ci possono essere ancora nel 2009 4 partiti comunisti. | più moderni Scritto da Visitatore il 2009-04-14 12:48:02 il termine "comunista" è oramai anacronistico. Per non essere confusi con cuba o la dittatura cinese, occorrerebbe almeno cambiare il nome | mah Scritto da alexhubner il 2009-04-29 14:58:29 comunista significa una ideologia e una precisa provenienza. cambiare il nome e non cambiare la sostanza come di fatto ha fatto il pds poi ulivo poi pd e poi non si sa non mi sembra meglio! | Scritto da Visitatore il 2009-05-05 15:47:12 ma no! se c'è un partito comunista, per par condicio deve esserci almeno 1 partito fascista. e la cosa non mi aggrada molto... |
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