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Crisi a sinistra: quando la sufficienza è un miraggio Stampa E-mail
Scritto da red
Ven 20 Febbraio 2009


Alla luce di quanto esposto finora, non stupisce che la valutazione dei singoli partiti che fanno capo al centro sinistra sia molto critica.

Eccezion fatta per l’Italia dei Valori e per il Partito Democratico, che ottengono una valutazione sufficiente (per quanto non brillante), tutte le altre forze politiche vengono sonoramente bocciate dall’elettorato di centro sinistra.

 

Naturalmente, i dati complessivi sono poco significativi in sé, poiché risentono del diverso peso elettorale di ciascun partito. Tuttavia, il quadro non appare molto più incoraggiante anche ad uno sguardo più interno e partigiano.

 

Ad esempio, si manifesta in tutta la sua virulenza la crisi di rappresentanza che sta attraversando l’area radicale della sinistra. I partiti che facevano capo alla Sinistra Arcobaleno, infatti, godono di scarso consenso persino tra chi oggi li voterebbe. La stessa Rifondazione Comunista ottiene un misero 6,3 dal suo elettorato potenziale, che diventa già 5,9 tra quanti hanno votato Sinistra Arcobaleno alle scorse elezioni. E possiamo presumere che, dopo le ultime scissioni in seno al partito, oggi questa valutazione sarebbe ancora più severa.

 

Assai ridotto, pertanto, anche il potenziale espansivo dei vari partiti di sinistra sia negli altri segmenti elettorali d’area che tra gli indecisi: da questo punto di vista, qualche chance in più sembrerebbe averla solo la Sinistra Democratica, che attualmente può contare, tra gli elettori del PD e dell’IDV, rispettivamente il 21% e il 15% di valutazioni molto positive.

 

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Il Partito Democratico, infatti, per quanto tra i suoi elettori raccolga valutazioni discrete (voto medio 7,3), complessivamente non brilla e, soprattutto, non sembra dotato di una capacità attrattiva in grado di intercettare i favori di altri segmenti elettorali. Criticato dalla sinistra radicale come dagli indecisi, il PD non viene apprezzato neanche dagli elettori di Di Pietro.

Ad avvantaggiarsi (relativamente) di questa doppia disfatta resta dunque l’Italia dei Valori, che attualmente rappresenta il partito più gradito, o meglio il meno sgradito al popolo di centro sinistra. L’IDV, infatti, può contare su un livello di apprezzamento elevato da parte del suo elettorato (voto medio 8,4) e raccoglie giudizi molto positivi anche da un quarto degli elettori del PD.

 

 

 

 

 

 

Commenti
docente universitario
Scritto da Bartolo Anglani il 2009-03-22 07:57:41
Ho votato PD l'anno scorso, ingannato dal "voto utile". Non mi fregano più. E' un partito di centro diretto da stalinisti. Vorrei un partito socialdemocratico di sinistra...
Io voto ancora PD
Scritto da Giulia Numa il 2009-04-03 15:50:47
pensare diversamente riconfermerebbe Berlusconi  
Voto PD PD PD PD
Semplificazione e pluralismo
Scritto da Visitatore il 2009-04-14 10:29:18
bisogna mantenere la semplificazione del quadro politicio e il dissenso deve essere espresso internamente ai partiti, non ci possono essere ancora nel 2009 4 partiti comunisti.
più moderni
Scritto da Visitatore il 2009-04-14 12:48:02
il termine "comunista" è oramai anacronistico. 
Per non essere confusi con cuba o la dittatura cinese, occorrerebbe almeno cambiare il nome
mah
Scritto da alexhubner il 2009-04-29 14:58:29
comunista significa una ideologia e una precisa provenienza. 
cambiare il nome e non cambiare la sostanza come di fatto ha fatto il pds poi ulivo poi pd e poi non si sa non mi sembra meglio!
Scritto da Visitatore il 2009-05-05 15:47:12
ma no! se c'è un partito comunista, per par condicio deve esserci almeno 1 partito fascista. e la cosa non mi aggrada molto...

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Ultimo aggiornamento ( Lun 08 Giugno 2009 )
 
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