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L’acceso dibattito sul futuro della scuola in Italia e in Europa si svolge su molti livelli. Da una recente indagine pilota, condotta in collaborazione con l’Associazione Giallo Oro, su un campione di oltre 600 rispondenti possono essere desunti alcuni elementi tesi a comprendere atteggiamenti e credenze su alcuni aspetti di rilievo.
Innanzitutto, qual è la fase del percorso educativo/scolastico che si ritiene maggiormente importante all’interno del processo di sviluppo di una persona? Oltre metà dei rispondenti individua la scuola dell’obbligo, ma è interessante notare che la percentuale sale a oltre il 75% se si considera anche l’età prescolare. Tre intervistati su quattro ritengono dunque che la fase decisiva per i processi evolutivi delle persone avvenga entro i primi due settenni della vita di una persona. Si tratta di una credenza che appare in controtendenza rispetto ad alcune delle tendenze di fondo espresse nel corso degli ultimi da parte dei sistemi formativi odierni, protesi ad investire risorse sempre più cospicue per la formazione in età adulta. E tuttavia, essa è in linea con gli studi più accreditati nel panorama scientifico internazionale (primi tra tutti quelli del premio Nobel J. Heckman) circa lo scarso impatto delle spese in formazione per gli adulti. Qual è la fase del percorso scolastico che ritiene più importante? (n = 632)
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Età prescolare (fino ai 6/7 anni)
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26.9
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Scuola dell'obbligo
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53.1
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Scuola secondaria
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15.1
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Università/post-universita'
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4.0
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Non sa/risponde
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1.0
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Totale
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100.0
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Di grande interesse anche la posizione espressa circa l’opportunità di socializzare i bambini prima dei tre anni di età, una prassi sempre più diffusa anche in Italia e che è motivata anche dal crescente coinvolgimento delle donne sul mercato del lavoro. Oltre il 63% dei rispondenti ritiene infatti opportuno inserire i bambini nel percorso scolastico-educativo prima dei 3 anni e solo meno dell’8% si dichiara del tutto contraria. Tra le ragioni addotte, oltre a favorire la socializzazione (49,2%) vi è proprio la credenza che ciò favorisca l’apprendimento (7,7%). Giova evidenziare che un’elevata percentuale (36,2%) non sa/non risponde alla domanda Perché ritiene importante mandare a scuola i bambini prima dei 3 anni? (n = 632)
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Non sa/non risponde
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36.2
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Per favorire la socializzazione
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49.2
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Per favorire l'apprendimento
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7.7
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Per favorire l'autonomia dalla famiglia
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2.4
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Per permettere alla mamma di lavorare
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2.9
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Per soddisfare i bisogni di gioco con coetanei dei
bambini
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1.7
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Totale
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100.0
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Parrebbe che le motivazioni relative al tema della conciliazione (favorire l’autonomia della famiglia/permettere alla madre di lavorare) giochino un ruolo modesto. Tuttavia, il tema della delega precoce al sistema scolastico, al di là della credenza che esso favorisca effettivamente l’apprendimento, va collegato anche a quello più generale dello scarso tempo a disposizione delle famiglie. Infatti, alla domanda se oggi i genitori riescono a seguire adeguatamente il percorso educativo-scolastico dei propri figli, ben il 70% dei rispondenti afferma che ciò accade raramente. Ciò si verifica sia per una vera e propria scarsità di tempo (37,2%) sia sul piano cognitivo, nel senso che si ammette esservi una scarsa attenzione alla questione (28,1%). È significativo rilevare altresì che la scarsità di informazioni o la possibilità di riferirsi a figure sufficientemente preparate, degli ‘orientatori’, viene evidenziata dal 13% dei rispondenti. Le scuole Waldorf Un tema connesso alla mancanza di informazioni adeguate che consentirebbero di portare una maggiore attenzione al tema dell’educazione è senz’altro quella della conoscenza delle tematiche educative, cioè di una cultura dell’educazione. Il dibattito politico è sempre fortemente sbilanciato in senso ideologico ed elettorale, dove persiste la dannosa contrapposizione tra pubblico/privato, a discapito quindi di una più fruttuosa discussione sugli aspetti più propriamente educativi.
Negli ultimi 20 anni le iniziative legate alla pedagogia elaborata circa 100 anni fa da R. Steiner, la cosiddetta pedagogia Steiner-Waldorf, stanno conoscendo una forte accelerazione. Ma qual è il grado di conoscenza di tale pedagogia?
Oltre il 30% ha sentito parlare di questa pedagogia, con comprensibili differenziali per titolo di studio, area geografica, tipologia del nucleo familiare. Eppure, anche tenuto conto dell’elevata scolarizzazione media dei rispondenti – quasi il 30% ha un titolo di studio superiore – vi è l’impressione che la pedagogia Steiner-Waldorf sia un mondo non molto conosciuto. Inoltre, percentuali abbastanza elevate dei rispondenti (10%) in media non sa rispondere alle domande.
Contrariamente infatti alla realtà effettiva, oltre il 58,4% ritiene che queste scuole siano scuole che non hanno un programma didattico cogente e nelle quali i docenti sono sostanzialmente liberi di proporre contenuti a proprio piacimento e dove la frequenza alle lezioni da parte degli alunni sarebbe libera (30,5%). Il 47% ritiene che si tratti di scuole di elité, ma il questionario non consente di approfondire in che senso. Con decisione viene invece respinto uno degli stereotipi salienti che aleggia attorno alle scuole Steiner-Waldorf e cioè sul fatto che non si tratta di scuole che intendono trasmetter un culto (solo il 18% di dichiara d’accordo) o che siano solo un’ultima spiaggia per i bambini che non trovano spazio nel sistema ufficiale (16,5%). Vi è inoltre buona consapevolezza (49%) che si tratti di scuole che curano in particolare l’aspetto artistico dell’educazione; che possano costituire valido supporto a bambini con talune difficoltà; e, infine, che (80%) siano scuole dove si intende favorire il sano sviluppo dell'essere umano seguendo un approccio che non privilegia solo gli aspetti cognitivi dell'apprendimento. Grado di accordo con alcune affermazioni circa le scuole Steiner-Waldorf (n = 192)
Le scuole Steiner-Waldorf sono scuole:
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D'accordo
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Non sa/risponde
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a libera frequenza
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30.5
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10.8
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senza programmi obbligatori
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58.4
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11.7
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di elite
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46.6
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11.9
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che trasmettono un culto religioso
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18.0
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16.1
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adatte per bambini a disagio nei percorsi tradizionali
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49.1
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17.5
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per chi fallisce altrove
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16.5
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12.3
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che non insistono solo sull'apprendimento cognitivo
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79.5
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9.9
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Marco Cantalupi
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