LA PIAZZA E L'ERRORE (GRAVE) DEL PD
Da "Il Corriere della Sera" di lunedì 8 marzo 2010
Sarà bene essere chiari
nella premessa. Le
opposizioni hanno tutto il
diritto di protestare
contro un decreto che, per
quanto venga definito
«interpretativo», rischia di
far passare un principio
pericoloso. In virtù del
quale le regole del gioco
valgono sì, ma fino a un
certo punto; e dunque
possono essere
manipolate da chi dispone
della maggioranza mentre
il gioco è in corso. Ma per
le opposizioni, e più
precisamente per il Partito
democratico, i problemi
cominciano qui.
Per sabato il Pd ha indetto a Roma, «con le
altre forze di centrosinistra», una grande manifestazione
nazionale, già annunciata da un manifesto
che recita: «Per vincere, sì alle regole,
no ai trucchi». Basta intendersi su chi è che difende
le regole e chi, invece, trucca le carte, o
non fa la propria parte per impedire che vengano
truccate. Pier Luigi Bersani, e come lui tutti
o quasi i dirigenti del Pd fin qui intervenuti,
sembrano non avere dubbi. Magari in cuor loro
non sono convinti della decisione di Giorgio Napolitano
di apporre la sua firma alla versione
finale del decreto dopo essersi opposto, e con
successo, agli intenti diciamo così più sbrigativi
di Silvio Berlusconi. Ma, insistono, il capo dello
Stato non c`entra e deve essere lasciato al di
fuori delle polemiche. Benissimo. Chi èperò che non si limita, come
è ovviamente lecito, a criticare Napolitano,
e nemmeno ad attaccarlo, ma lo addita alla pubblica
esecrazione? Tra «le forze di centrosinistra»
in piazza con il Pd dovrebbe esserci, salvo
sorprese, anche l`Italia dei Valori. Il cui leader
Antonio Di Pietro ha pensato bene, sabato, non
solo di contestare duramente il presidente della
Repubblica ma, già che c`era, di chiederne
l`impeachment; e ieri ha provveduto a dare degli
«ipocriti» e dei «falsi perbenisti» a tutti quelli,
dirigenti del Pd evidentemente compresi,
che, pur polemizzando aspramente con il governo,
sono stati attentissimi a non chiamare in
causa il Quirinale, e quando dicono: «Basta attacchi
a Napolitano» evidentemente si rivolgono
in primo luogo a lui. E non è solo questione
di Di Pietro. «Giù le mani da Giorgio», titolava
ieri, un po` alla maniera dei vecchi goliardi, un
giornale dichiaratamente di destra come il Tempo. Sul fronte opposto, non si è mancato di dargli
paradossalmente ragione. Sul Fatto quotidiano
i lettori-militanti, assieme a una quantità
di rampogne al capo dello Stato, hanno avuto
modo di godersi il tradizionale articolo di Marco
Travaglio. Stavolta in forma di lettera aperta
di uno pseudo Napolitano ai cittadini che rispettano
le leggi: «Care pirla, cari pirla»... Si potrebbe proseguire a lungo, fermiamoci
qui. La questione è aperta sin da quando Walter
Veltroni decise, alla vigilia delle elezioni politiche,
di fare un`eccezione all`autosufficienza del
suo Pd per Di Pietro e solo per Di Pietro. Seppure
con andamenti alterni, è rimasta irrisolta per
i successivi due anni. Nessuna seria battaglia
politica e ideale è stata condotta contro simili
posizioni, in tutto o in parte condivise in zone
non sapremmo dire quanto estese, ma sicuramente
vaste, dell`elettorato di centrosinistra: tanto più, si capisce, dopo il varo di un decreto
come questo. E adesso? Non si può certo chiedere
a Bersani di ignorare l`indignazione della sua
gente e la concorrenza di Di Pietro. Ma si può e
si deve chiedergli, proprio perché siamo a un
passo da una crisi democratica, di stare molto
attento a chi scherza con il fuoco. Il segretario
che non vuole recidere le radici del suo partito
faccia tesoro, se serve, persino dell`esperienza
del vecchio Pci nelle ore più difficili della storia
repubblicana: calma e gesso. Protestare fermamente
contro il decreto, e contestare duramente
chi lo ha voluto, è, ci mancherebbe, nel suo
pieno diritto. Ma a condizione che si tracci una
linea di demarcazione finalmente netta, finalmente
chiara, nei confronti di chi da questo
trae partito per andare lancia in resta all`attacco
degli istituti di garanzia, primo tra tutti il Quirinale,
come se a strattonarli pericolosamente
non provvedesse già il centrodestra. Si è detto
che il centrosinistra si è condannato da solo alla
sconfitta anche per la tendenza, connaturata
e irrefrenabile, a dividersi. Vero. Ma è ancora,
più vero che ci sono anche momenti in.cui la
chiarezza degli obiettivi viene prima di ogni altra
cosa, e fare un`aperta lotta politica, e nel caso
dividersi, bisogna: apertamente, senza infingimenti,
senza temere di lavorare così per il re
di Prussia. Bene, non solo il Pd, ma la democrazia
italiana sta vivendo uno di questi momenti.
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Bastava chiedere scusa Scritto da Visitatore il 2010-03-08 17:57:54 e si sarebbe risolto tutto. bastava ammettere di aver sbagliato, non c'è niente di male ad ammettere di aver sbagliato. invece facendo cosi si da l'impressione che la politica cambia le regole in corso d'opera quando il verdetto è contrario. La soluzione migliore a mio avviso era riammettere Formigoni e lasciare fuori la lista di roma perchè oggettivamente non è stata presentata in tempo per problemi interni al partito. | dubbio feroce Scritto da Visitatore il 2010-03-09 10:46:59 sono d'accordo, chiedere scusa fa solo bene. Visto xò che nessuno l'ha fatto, l'unico dubbio che mi sorge, è che non si sia trattato di un errore ma di un sabotaggio ad arte, che è l'unica altra possibilità. Se un deficente ha creato tutto questo sconquasso va radiato da qualsiasi movimento e/o partito vita natural durante, ma se è un deficente pagato da qualcuno, che si fa ? | dubbio feroce anch'io Scritto da Visitatore il 2010-03-09 13:36:22 La penso anch'io cosi' si e' trattato di sabotaggio..Meglio rinviare elezioni a giugno.Chissa' la soddisfazione di vincere correndo da soli? | dubbio Scritto da Visitatore il 2010-03-09 15:03:08 l'unico dubbio che mi viene è come mai Milioni sia sempre al suo posto, hanno sbagliato anche la data del ricorso. dai! si sono sabotati da soli. non c'è accordo sui nomi. o si rimettono le preferenze o si fanno le primarie istituzionali previste dalla legge elettorale per assegnare i posti nel listino bloccato cosi come abbiamo fatto in Toscana. | Lex dura lex sed lex. Scritto da Visitatore il 2010-03-09 15:14:31 Se vale per i cittadini a maggior ragione deve valere per i suoi eventuali rappresentanti. Poi quando saranno al "potere" potranno cambiare, sempre nel loro interesse come hanno già più volte dimostrato, la legge elettorale. | Il solito complotto Scritto da Gabriele il 2010-03-10 00:19:36 Quale complotto ? Il PDL va in ordine sparso e il Presidente Berlusconi comincia ad accusare demenza senile e vuole tutte le nazioni del globo in Europa. Il ritardo nella consegna delle liste è stato determinato dal tira e molla della cancellazione ed inserimento di nomi di candidati affaristi, proprio del PDL. Penso che il PDL sia agli sgoccioli; speriamo che gli Italiani se ne accorgano. La legge non è uguale per tutti. | Il solito complotto Scritto da Gabriele il 2010-03-10 00:20:24 Quale complotto ? Il PDL va in ordine sparso e il Presidente Berlusconi comincia ad accusare demenza senile e vuole tutte le nazioni del globo in Europa. Il ritardo nella consegna delle liste è stato determinato dal tira e molla della cancellazione ed inserimento di nomi di candidati affaristi, proprio del PDL. Penso che il PDL sia agli sgoccioli; speriamo che gli Italiani se ne accorgano. La legge non è uguale per tutti. | ma solo la sinistra sotto esame? Scritto da Visitatore il 2010-03-10 09:54:07 Ma possibile che si chieda sempre e solo alla sinistra chiarezza,solo la sinistra sbaglia,mai una'analisi corretta.Mai una ragione,tutti commentano le divisioni,reali,ma nessuno entra nel merito.Cos'è si ha paura di scoprire che questo governo/maggioranza,è penosa?O tutti questi GRANDI commentatori hanno paura di perdere i lauti stipendi che ricevono e col cavolo che sono chiari.Gli altri devono essere chiari,loro svicolano chinano la testa proni al potere.questo è il vero problema italiano la NOSTRA grandissima ipocrisia!!!! | Chiarezza Scritto da Giacomo il 2010-03-11 15:07:56 Chi contesta il decreto (controfirmato da Napolitano) DEVE contestare anche il Quirinale. Il PD non lo fa, com'è nel suo stile doppiogiochista. | la solita sinistra Scritto da Visitatore il 2010-03-15 10:18:53 la sinistra non ho un programma politico, dunque così com'è, è inutile. Oltretutto si accompagna (o subisce?) quelli dell'idv che sembrano solo un gruppo di teste calde, violenti e giustizialisti dai quali mi aspetto solo guai e certamente non il rispetto ed il sostegno di un sistema veramente democratico. Poveri noi. | E' inammisibile! Scritto da Visitatore il 2010-03-15 11:44:50 Escludere il PDL dalle elezioni regionali è il più grave segno che il Presidente Berlusconi ha ragione. In una competizione elettorale degna di un paese democratico,non può essere la magistratura, sempre lo stesso organo non elettivo, a decidere per il si o per il no. Sia che ci sia stato errore o un impedimento, il maggiore partito italiano non può essere escluso dalla competizione. Se i Magistrati di qualsiasi tipo vogliono esercitare il ruolo di ago della bilancia politica giurisdizionale, si facciano eleggere come si eleggono i rappresentanti del popolo, altrimenti, quali semplici vincitori di concorso quali sono, esercitino la loro funzione nell'interesse della comunità secondo il sistema francese e basta! Non se ne può proprio più dello strapotere che hanno assunto nelle faccende politiche. Intanto le cause di noi poveri cittadini attendono anni ed anni per avere un esito mai dato per certo dal momento che anche loro hanno un prezzo ma non sono mai colpevoli e non pagano mai di tasca propria quando sbagliano. | Scritto da Visitatore il 2010-03-15 16:01:11 non è giusto che Berlusconi non rispetti le regole e che pensi di poter cambiare tutto con i suoi decreti! Le regole devono valere per tutti e soprattutto per chi ci governa!!!!!!!!!! | Scritto da Visitatore il 2010-03-16 09:50:04 non è giusto che i magistrati esercitino discriminazioni politiche per esercitare pressioni sul potere politico che dovrebbe essere autonomo!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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