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Pacs. Nuovo allarme del Papa Stampa E-mail
Scritto da red
Lun 08 Gennaio 2007
Il Papa ha lanciato l'ennesimo allarme contro i Pacs, sostenendo che sono una "minaccia" contro "la struttura naturale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna".

Sono in atto, ha detto Benedetto XVI, "tentativi di relativizzare la famiglia conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse". Tutto ciò costituisce una offesa "e contribuisce a destabilizzarla".  Ha ragione il Pontefice, oppure la sua è una posizione che rimane troppo ancorata al passato e non riesce a leggere la contemporaneità?

 

Commenti
Scritto da Alberto il 2007-01-09 08:04:31
Non solo il papa ma anche alcuni dei nostri politici di non hanno capito che la 'gente' su questo tema è decisamente più avanti. I pacs non sono assolutamente un problema. é come per divorzio e aborto: nessuno è obbligato.
Scritto da Rocco il 2007-01-09 22:17:51
Oh finalmente i pacs, un nuovo modo di chiamare il matrimonio. 
Non ne capisco il fine: un nome differente con gli stessi obblighi/garanzie 
Spero non sia solo il solo contentino per i bimbi falsi-anticonformosti: avrebbero perso gli strumentalizzati (sigh!) omosessuali ormai alla berlina di questa o quella fazione politica, ed i poveri cattolici, ormai alla mercè di falsi immoralizzatori. 
A mio avviso si tratta di mera pubblicità politica. 
Auguroni. 
Rocco non sono Siffredi
Scritto da alessandro torre il 2007-01-13 13:24:03
BASTA! La chiesa cattolica e qualsiasi altra religione NON NTERFERISCA PIU' su problemi civili che riguardano anche milioni di persone non credenti
Basta!
Scritto da Giuseppe il 2007-01-13 13:55:36
Il Papa e la Chiesa parlano ai cattolici praticanti e quindi...non solo hanno il diritto di pronunciarsi ma hanno l'obbligo di farlo!!! I non cattolici e i non credenti facciano pure quel ca... che vogliono!
Basta!
Scritto da Visitatore il 2007-01-13 14:00:22
BASTA! i non credenti e qualsiasi altro ateo-nichilista NON NTERFERISCA PIU' su problemi civili che riguardano anche milioni di cattolici
quando saremo maggiorenni?
Scritto da Visitatore il 2007-01-15 07:18:06
la maggioranza degli stati europei ha una legge su qualcosa che rassomiglia ai pacs. Secondo il papa noi in italia non dobbiamo averla. Forse perchè non siamo abbastanza adulti per saperla gestire? Temo che finchè certi personaggi che hanno una vita privata movimentata da divorzi, convivenze extramatrimoniali etc si ergeranno a paladini della famiglia cattolica al fine di catturare i voti di religiosi e bigotti, resteremo sempre sotto tutela. 
Vorrei solo ricordare al papa due versetti del vangelo: l'invettiva contro i "sepolcri imbiancati" e la frase "date a Cesare....".  
Carlo
basta!
Scritto da Visitatore il 2007-01-15 08:01:23
BASTA! I cattolici, veri o fasulli, non pretendano che una norma morale dettata da una autorità religiosa, legittima se rivolta alla coscienza dei credenti, venga imposta da uno stato laico e sovrano a tutti i cittadini!
Basta!
Scritto da Visitatore il 2007-01-15 09:19:05
BASTA! non se ne può più che cattolici, preti vescovi e papi dicano come la pensano sul bene comune, bisogna al più presto chiudergli quelle bocche fastidiose. Come fare? Qualcuno ha qualche idea? Bisognerebbe reintrodurre le catacombe con qualche legge speciale! Ci vorrebbe qualche legge che impedisca a qualsiasi credente in qualche fede di essere eletto e partecipare alla vita pubblica!!Speriamo in Prodi!!!
nel merito
Scritto da Visitatore il 2007-01-17 17:19:39
Capisco le ragioni dei pacs per gli omosessuali che non possono assumersi l'impegno del matrimonio,ma per gli altri mi sembra una scorciatoia.Poca responsabilità pubblica ergo pochi diritti.I pacs rischiano di tutelare i forti e non garantiscono i deboli.I pacs affermano il valore del mezzo impegno. Non mi convincono ma saprei conviverci,in fondo i valori si testimoniano e non si impongono.
Scritto da Massimo il 2007-01-18 10:06:59
Un principio religioso, proprio in quanto tale, è rivolto a tutte quelle persone che aderiscono a quel culto. Le quali nella religione cattolica, sono libere o meno di rispettarlo, secondo il "libero arbitrio" di cui godono. Se però, quello stesso principio confluisce in una legge del parlamento, quegli stessi fedeli *non sono più liberi* di scegliere se rispettarlo o no. Sono *obbligate* a rispettarlo, inoltre, chi addirittura non aderisce a quel culto perchè semplicemente non gli interessa, o non ci crede, oppure aderisce ad altro culto, si trova *per legge* a doverlo rispettare. E' un delitto. La sharia, per esempio è un corpus legislativo, derivante da leggi religiosi. Ognuno poi, tiri le proprie conclusioni.
Ha ragione Massimo
Scritto da Visitatore il 2007-01-18 12:36:54
ha ragione Massimo solo chi è laico puo occuparsi delle leggi che valgono per tutti, in uno stato laico non è giusto che chi è cattolico praticante o professa una fede in qualche sorta di religione si occupi di politica. I cattolici stiano in chiesa e non rompano i ......
Scritto da Iupiter il 2007-01-19 15:00:37
Le unioni di fatto sono "di fatto" una provocazione relativista al concetto di famiglia. La legge italiana consente già di riconoscere diritti tra persone che non sono sposate, quindi che ci giriamo attorno?! vogliamo i pacs per poi far adottare bambini a coppie omosessuali?!no grazie, questo lasciamolo alla coscienza di Zapatero, sperando che riesca a dormire tranquillo la notte...
Scritto da Visitatore il 2007-01-19 18:53:33
Il Papa ha ragione da vendere.  
La famiglia è già normata dalla legge CIVILE oltre che quella religiosa, e non capisco proprio il senso di farne una brutta (e costosa..) copia. Forse che serve esclusivamente a "mettere a posto la coscienza" agli omosessuali? Ma tanto, pacs o non pacs non saranno comunque mai una vera famiglia, almeno finchè agiranno contro natura. Per essere considerati, come vorrebbero, "normali" dovrebbero agire e comportarsi da "normali" e fare figli, il che mi sembra fuori discussione, come perder tempo dietro a questa scemenza dei pacs.
niente di nuovo
Scritto da belga il 2007-01-20 17:23:46
per un cattolico!Quello che deve fare glielo hanno detto da oltre 1000 anni.Non divorzi, non abbia amanti, NON RUBI, etc.Noi non cattolici abbiamo il diritto di vivere civilmente e con rispetto del prossimo, senza diktat o dogmiimposti da chi poi non li rispetta!e avere i vantaggi civili riconosciuti a tutti.
l'amministratore unico della chiesa fa
Scritto da luciano il 2007-01-20 18:36:49
non suscita meraviglia il fatto che il signor benedetto 16 parli più o meno a vanvera nel merito, ma con chiarissimo intento pro domo sua, visto che lui e i suoi affiliati campano su queste cose. e non meraviglia nemmeno il finto ascolto dato in una nazione che di profondamente cattolico ha il senso del far finta,e di farsi poi i fatti propri come crede.
ma quale minaccia
Scritto da anto il 2007-01-20 21:28:58
non riesco a apire quale sia l'effettiva minaccia, in cosa consista, quella di"istituzionalizzare"le unioni di fatto anche tra omosessuali è qualcosa che non lede nessuno ma slo quella sciera di persone bigotte che si sente violentata dentro se luxuria va nel bagno delle donne.In quanto tale sarebbe estremamente egoistico privare di tale libertà chi ne usufruirebbe.L'italia purtroppo è ancora solo uno stato laico e non laicista.Sarebbe il caso di curare tale miopia sociale
non se ne può più
Scritto da Visitatore il 2007-01-21 13:08:25
Non se ne può più di una chiesa che pretende di governare l'Italia con leggi confessionali. E non se ne può più di una televisione pubblica (pagata dai contribuenti) che dedica almeno sei minuti di telegionale, almeno due volte a settimana, alle esternazioni del papa. Ma si occupassero dei reati e degli scandali di abusi sessuali su minori commessi dai preti, che lo stesso Ratzinger aveva cercato di mettere a tacere, quando era ancora a capo dell'inquisizione, con minaccia di scomunica a quanti avessero divulgato le notizie (non ai colpevoli, si badi bene, ma a chi avesse denunciato i fatti). Io personalmente, colmo di disgusto, ho deciso di sbattezzarmi.
Scritto da Visitatore il 2007-01-21 16:19:03
Ma che bella accozzaglia di liberi pensatori! E si dovrebbe perdere tempo a rispondere a zombie che non sanno neanche di cosa stanno parlando? 
Ma lo sanno che in Francia i PACS sono un fiasco? Lo sanno che gli italiani non ne vogliono proprio sapere? Lo sanno che servono soltanto ad una squallida minoranza di abominevoli pervertiti che vogliono sconquassare la società, come si è venuta formando da millenni di storia? 
E lasciate stare il Papa, che fa il suo dovere!
Io credo...in un'Italia libera e pensat
Scritto da Davide il 2007-01-21 22:22:51
Penso che nessuno ha torto e nessuno ha ragione. Ognuno ha la propria capacità di pensare, chi per dono del signore, chi per una sequenza di esperienze maturate, e quindi ognuno ha il diritto di credere e esternare, qualora voglia, le proprie ideologie, basta che questi on offendano nessuno come il visitatore ha fatto nell'intervento appena sopra a questo...vorrei che non passasse ancora l'idea che i gay e le lesbiche sono tali per scelta. Rinnovo ancora l'invito a conoscere la realtà omosessuale, non fatta solo di lustrini e pailletes ma anche di avvocati, notai, medici e braccianti. Siamo persone normali che vogliono una vita normale fatta anche di riconoscimenti che per adesso ci vengono in parte negati. Non è una nostra manfrina la richiesta dei PaCS ma un passo avanti verso una nostra emancipazione come avvenne negli anni '70 con le donne, l'anno 2000 vorrei fosse la nostra completa elevazione alla normale società, non siamo pervertiti, non siamo pedofili e in questo momento, benchè vorrei avere dei bambini, sn consapevole che il mio sogno rimarrà nel cassetto. Posso essere d'accordo o no sulle adozioni da parte di coppie omosex ma una cosa la ritengo essenziale: qualsiasi bambino sarebbe molto più felice in una coppia composta da due donne o due uomini piuttosto che passare la sua intera infanzia ed adolescenza all'interno di un orfanotrofio o istituto per bimbi abbandonati. E ciò non darebbe adito a scandali se per famiglia si intendesse anche un nucleo formato da due persone dello stesso sesso. Stato laico o no, ciascuno è libero di vivere la propria esistenza, purchè le sue attività non comportino lesioni ad alcuno. Se il sentimento che io provo è nei confronti di una qualsivoglia persona, omo o etero sessuale rispetto a me mi spiegate cosa importa alla Chiesa: siamo tutti uguali, siamo fratelli? Perchè dovete ancora macchiarvi di peccati che il vostro Dio non vi ha concesso di fare?
??
Scritto da arianna il 2007-01-22 21:40:33
Perchè tanto accanimento contro gli omosessuali??forse qualche scheletro nell'armadio?!(..e lo dimostra il fatto di non firmarsi!!) 
I pacs non mi piacciono per un solo motivo, non danno abbastanza doveri e diritti alle coppie di fatto... potrebbe chiamarsi anche "pacs" , ma non può avere una scadenza! A me piacerebbe trovarmi di fronte ad un vero contratto civile che tuteli in toto i due componenti. 
Che la Chiesa se ne occupi è un pò un controsenzo... 
nessuno ha mai chiesto di volersi sposare in Chiesa..si tratta di diritti e doveri che soltanto lo stato (che deve rappresentare anche quel 10% dei cittadini attivi)può sindacare e discutere. 
Se è vero che fanno del male... lo fanno a persone della loro stessa opinione.. oppure "cari maschietti" avete paura che vi rubino le vostre "prede"?? 
Come mai sono sempre e soltanto i maschietti ad avere così tanta rabbia dentro? 
Non sarete così poco modesti da dire che siete gli unici a voler difendere la parola di Dio.. 
ciao a tutti
Il senso del dovere
Scritto da fabio il 2007-01-24 10:39:57
Hai scelto di creare una coppia di fatto, felice per te che ti senti realizzato. Io, diverso da te e che rappresento la comunità all'interno della quale tu pretendi il rispetto della tua diversità, credo di avere diritto di accettare o meno la tua diversità, perchè è in questo contesto che tu vivi,ti confronti ne usi gli strumenti a protezione della stessa. Se vuoi essere diverso ed imporre le tue necessità, rinuncia ai diritti fin qui concessi e vai per la tua strada. Il cattolicesimo è una scelta, rispettala e sarai rispettato per quello che sei.
!!
Scritto da Silvia il 2007-01-25 13:58:03
Io credo che la gente debba vivere come meglio crede e nessuno debba interferire su questo genere di scelte. I cattolici continueranno a sposarsi in chiesa, i laici , se lo vogliono, in comune, quelli che vogliono convivere decideranno se aderire ai pacs o meno, gli eterosessuali non si trasformeranno in gay solo per provare l'ebrezza dei pacs, come i gay potranno, come libera scelta, trovare, come per tutti, il modo di "legalizzare" se lo vogliono davvero, un legame che ci sarebbe comunque.  
Ma mi spiegate perchè ci dovremmo sconvolgere per cose di questo tipo? Quale mente perversa dovrebbe indignarsi per una cosa del genere?? 
Quale scandalo genera????? 
Ma guardiamoci attorno, signori miei e vedremo ben altre cose che dovrebbero veramente indignarci, e senza andare nemmeno molto lontano. 
Un saluto a tutte le persone "di buona volontà".
ipocrisia
Scritto da Visitatore il 2007-01-25 15:33:00
la chiesa pratica (nascostamente) 
fra i i vedovi e le vedove, che, per ragioni di opportunità non si vogliono sposare ufficialmente il 
cosidetto ?matrimonio di coscienza' valido solo ai fini religiosi 
Ora non vuole che lostato 
regoli un problema che negli ultimi tempi è di molto aumentato in una società che si è molto modificata negli ultimi anni assurgendosi così anche difensore dei matrimoni civili. Ma è questo il compito della gerarchia ecclesiastica?
due pesi -due misure
Scritto da Visitatore il 2007-01-25 17:49:01
nella trasmissione porta a porta,l'on diliberto,rivolto al conduttore bruno vespa,asseri' senza essere smentito che :deputati,senatori giornalisti,di fatto ,godevano di diritti civili ed economici in caso di CONVIVENZA (coppie di fatto) sovrapponibili alle coppie sposate.diliberto citava ad esempio che quando conviveva con la sua compagna la medesima usufruiva di ass. famigliari ass sanitaria ecc , al pari dei giornalisti,categoria alla quale appartiene il conduttore bruno vespa,il quale non ha contraddetto quindi,cosa REALE allora perche' privare la restante parte di cittadini di diritti che alti hanno.poi perchè negare diritti di civiltà a persone che "non mi arrecano danno" 
un grazie per l'ospitalità.
si tratta di amore
Scritto da belga il 2007-01-26 18:18:40
perchè accanirsi contro persone che si amano; in quale modo, quanto e come non e' cosa che riguardi il papa e i suoi scagnozzi. Perchè perlano di cose che non conoscono,che hanno rifiutato, almeno a parole.Spiegano a noi come vivere in famiglia e loro non sanno cos'è, ci dicono come, quando e quanto amare o fare sesso senza sapere la realtà e la fatica di ogni giorno; come educare i figli che non hanno e che vedono magari nell'ora di religione. Contemplino l'eterno e lascino in pace i poveri uomini con la loro fatica giornaliera di vivere al meglio.Si guardino mentre fanno convegni per la fame nel mondo, belli ciccioni e ingioiellati, con le BMW e i segretari, le pappagorge e le suorine devote intorno.CHE SPETTACOLO!!
Scritto da Visitatore il 2007-01-27 12:25:08
Il Papa parli piuttosto dell'esercito di preti omosessuali e pedofili che sono dentro la Chiesa .. e ben protetti (vedi gli scandali della Chiesa USA)!
sto diventando allergica e intollerante
Scritto da valentina il 2007-01-27 23:58:02
a questa benedetta chiesa cattolica , papi e compagnia.. che si sente in diritto di dispensare e dettare leggi assolute e universali...ma che presunzione...
Una questione di controllo
Scritto da Enrico il 2007-02-02 18:04:31
La chieso ha visto erodere negli anni la propria capacità di controllo, perché il senso del matrimonio del peccato del sesso al di fuori del matrimonio è solo questo. Se puoi scopare, avere figli e stare con la persona che ami solo se la chiesa ti da il permesso... beh... è ben visibile la possibilità di influeza di un potere del genere. Niente di strano quindi che ce la mettano tutta quando un altro pezzetto di questo potere viene eroso, così come i divorzi civili (che si ottengono senza pagare il pizzo alla chiesa per avere un annullamento), il diritto all'aborto, e qualunque tecnica di inseminazione artificiale. 
Purtroppo è triste constatare che ultimamente la loro crociata sta di nuovo avendo molto effetto, e la scelta di un papa così intransigente e ottuso sembra essere la risposta adatta a ciò che purtroppo la maggior parte della gente sembra volere ultimamente. Peccato che a farne le spese siano sempre quelli che in questo dio non credono e non vogliono credere (e io che credevo di aver visto tutti gli estremismi possibili ai tempi della scuola salesiana).
Scritto da Visitatore il 2007-02-10 17:46:29
Mi sembra che la Chiesa Cattolica voglia sempre più imporre il proprio punto di vista a tutti i cittadini, appogiandosi ad un Parlamento troppo condizionato dalla paura di mettersi contro la gerarchia cattolica. Non li trovo poi così diversi da quello che fanno gli integralisti musulmani nei loro paesi d'origine. Dimostrano solo che sotto sotto le autorità religiose perseguono lo stesso fine: imporre il proprio modo di vedere le cose. Lo stato moderno invece deve essere garante delle libertà dei cittadini, laddove non rappresentino un pericolo per gli altri. Non vedo dove sia il pericolo per la famiglia tradizionale, se il convivente può assistere l'altro malato o subentrargli nel contratto d'affitto. O perché alla morte di una persona dovrebbe ereditare un lontano parente magari mai visto piuttosto che chi ha trascorso con lei gran parte della sua esistenza.
Scritto da MLC il 2007-02-12 00:49:17
C'è una grande ipocrisia di fondo: 
Perchè no ai pacs e si ai matrimoni civili? Ambedue sono convivenze senza il vincolo del sacramento.Pensino ai matromoni Cattolici e predichino in chiesa invece che sui giornali o in televisione. Lo stato è laico.Deve pensare a tutti i cittadini, non solo ai cattolici. 
Perchè tuonano solo contro i pacs e non contro i tradimenti, alla pedofilia, ai matrimoni di facciata, perchè cattolici e non dissolubili?  
 
CHECCHE ISTERICHE
Scritto da Visitatore il 2007-02-12 12:24:00
Questo blog assomiglia sempre più ad un convegno di zitelle isteriche poco informate. Non capisco tutto questo indignarsi e strapparsi i capelli per le dichiarazioni delle gerarchie ecclesiastiche. Forse sono poco informato ma non mi è giunta notizia di leggi dello stato italiano che danno alla chiesa qualche potere legislativo e nemmeno che le guardie svizzere hanno assaltato il parlamento. Per quanto ne so siamo in democrazia e i vescovi godono delle stesse libertà di espressione dell’ Arcigay , della bocciofila di Roncobilaggio o di qualunque altra realtà espressa dal tessuto sociale del paese. 
Il problema non sta nelle dichiarazioni della chiesa, ma risiede nello stato democratico e nella situazione politica italiana. Ci sono state elezioni politiche che hanno evidenziato un sostanziale pareggio che, sempre in base alle leggi italiane, hanno prodotto una effettiva maggioranza alla camera e una maggioranza alquanto risicata in senato. Per raggiungere a fatica questo obbiettivo il centrosinistra ha dovuto raccogliere quanti più consensi possibili dall’estrema sinistra no-global ai rimasugli di quello che un tempo era la democrazia cristiana, facendo, in perfetto stile democristiano, promesse su tutto e sul contrario di tutto. È legittimo che i politici eletti democraticamente debbano fare i conti con la propria cultura di appartenenza e con la propria base elettorale. In democrazia questo implica che una minoranza possa essere determinante per la tenuta del governo. Se questa situazione democratica non è considerata ottimale bisognerebbe avere il coraggio di fare delle proposte alternative. Non è detto che lo stato democratico sia necessariamente il migliore, non molto tempo fa le donne non avevano diritto di voto, durante l’impero romano solo i “cittadini romani” godevano di effettivi diritti. Si potrebbe decidere di mantenere la libertà di culto ma questa, per i cattolici, potrebbe liberamente essere accompagnata dalla rinuncia al diritto di voto in quanto in contrasto con uno stato veramente laico. Si potrebbe proporre una chiesa alternativa di stato, unica riconosciuta come legale e svincolata dal vaticano e dal papa ma sotto il diretto controllo del governo. Questa ultima soluzione consentirebbe di soddisfare le esigenze dei bigotti baciapile senza creare tensioni e problemi al governo e sembra essere efficace in stati di crescente sviluppo economico come la Cina. Magari i tempi non sono ancora maturi ma fra 30-50 anni chissà….. Solo che per fare queste proposte bisogna avere le palle e si sa le checche isteriche…. 
Scritto da Comitato Referendum il 2007-02-12 15:18:58
E' partita la macchina organizzativa a cura di 189 Associazioni e 57 Comuni italiani per promovere un eferendum popolare propositivo pro Pacs. art 97 comma 1 della Costituzione unisciti a noi. Per contatti Bologna
Scritto da Visitatore il 2007-02-13 17:25:44
SONO CONTRARISSIMA AI PACS CHE SOVVERTONO LE FONDAMENTA CIVILI DELLA SOCIETA', E IN QUESTO IL PAPA HA RAGIONE DA VENDERE. 
MA.... 
PUR ESSENDO DI QUEST'IDEA,CHE RICONFERMO, PENSO CHE SE PROPRIO-PROPRIO QUALCUNO LI VOLESSE, STA BENE:SOLO CHI LI VUOLE E LI SOTTOSCRIVE PAGHERA' PER POTER AVERE DIRITTO ALLA REVERSIBILITA'.(SOLDI DELLA PENSIONE EROGATI DALLO STATO, COME BEN SAPETE). 
IN POCHE PAROLE: NON TIRO FUORI UNA, CHE SIA UNA! LIRA DI TASSE IN PIU' PER GLI OMOSESSUALI FRUSTRATI CHE ROMPONO LE SCATOLE CON QUESTA STORIA DEL TUTTO RIDICOLA. SE VOGLIONO I PACS, METTANO MANO AL PORTAFOGLIO E SE LI PAGHINO INTERAMENTE. L'ITALIA DEI NORMALI SI RIFIUTA. 
...voglio proprio vedere in assenza di soldi da mungere se saranno ancora così interessati ai pacs...
Scritto da Visitatore il 2007-02-16 15:46:51
Non solo la penso come il papa...ma sono fermamente convinta che i pacs..saranno una scelta di comodo per troppe persone!!!D'accordissima per il riconoscimento di alcuni diritti...come l'informativa in materia sanitaria...ma non ditemi che non è molto + comodo del matrimonio!!!In fondo ci risparmiamo soldi e fatica in eventuali divorzi e separazioni...assegni familiari!!!
Il problema non è il papa ma chi gli dà
Scritto da Visitatore il 2007-02-16 17:25:05
Siamo in democrazia e ognuno è libero di dire ciò che vuole. Il papa difende la famiglia. E chi è cristiano è normale che debba avere una guida.
BASTA!!!!
Scritto da Fidel il 2007-02-16 20:24:56
La chiesa la deve smettere di intromettersi nelle questioni che riguardano lo Stato! E i parlamentari ipocriti che si dicono cristiani, divorziati e risposati conviventi, la smettano di ergersi a difensori della famiglia e della cristianità! E Ruini si occupi di anime come dovrebbe fare ed invece non fa! E Ratzinger la smetta di gettare fango su uomini e donne che hanno la sola colpa di amarsi!
Ma quanta rabbia!
Scritto da Visitatore il 2007-02-17 03:49:25
Sono sorpresa da tanta veemenza di questo dibattito, specie sul fronte laico. Mi considero laica ma trovo doveroso confrontarmi con una cultura cattolica della quale comunque ne sono figlia. Il confronto non mi spaventa ne tantomeno mi prevarica. 
La chiesa non solo ha il diritto ma anche il dovere di pronunciarsi su leggi che legittimano comportamenti e fanno cultura. Lo stesso diritto che riconosciamo all'Arcigay di turno (sul "dovere" di quest'ultimo mi scappa un sorriso e il metterlo a confronto della chiesa mi pare pure un eccesso di democrazia, ma anche questo possiamo permettercelo).  
La mia posizione sui Dico: per garantire diritti di conviventi è più che sufficiente rivedere alcune norme di diritto civile, non serve una legge. Personalmente convivo da 30 anni, non ho mai voluto sposarmi, non ho mai sentito il bisogno/dovere di regolarizzare questa mia scelta affettiva ne davanti a Dio ne allo stato. Se, un giorno, volessi "tutelarmi" posso scegliere fra matrimonio civile o religioso. 
I Dico non mi servono proprio.  
Scritto da Visitatore il 2007-02-17 13:07:21
Ragazzi, volete uno scoop!!! sul famigerato documento annunciato da Ruini. 
Io penso che il documento ribadirà, magari più chiaramente, le cose gia dette in questi giorni, già dette quattro anni fa e molte altre volte. Non ci sarà sicuramente la tanto vituperata scomunica . 
Allora cosa ci sarà di nuovo? Ci sarà la riconferma più esplicita che un politico, se cattolico, è tenuto a seguire nell’ azione politica le indicazioni della chiesa. 
E se non lo fa? Viene cacciato dalla chiesa? Assolutamente no. Incorre in qualche pena, punizione di diritto canonico? Assolutamente no. Allora? Allora un politico cattolico sarà giustamente libero di scegliere come meglio crede ma assumendosene le responsabilità. 
 
Concretamente, al politico cattolico Pinco Pallino sarà più difficile andare in giro a raccogliere consensi sfruttando la chiesa e il fatto di essere cattolico. Dovrà essere più laico e imparare ad assumersi le responsabilità. In altre parole i cosiddetti “cattolici adulti” dovranno essere adulti veramente e non solo a parole.  
Sarà più difficile raccogliere consensi facendo vedere quanto spesso si va in chiesa quanto nella propria vita matrimoniale si rispettano i dettami di Santa RomanaChiesa, quanto si è amici del tale o tal’altro cardinale, quanto si è moralmente ineccepibili. 
Questo documento, sarà un contributo utile ad interrompere quella fila di politici di ogni ordine e grado sempre pronti a baciare pile e anelli vescovili, quella fila di politici sempre in ginocchio alle porte del vaticano. Questo spettacolo indecoroso e nauseante, questo si un insulto alla laicità dello stato. 
Prova ne è che chi si sta agitando di più su questo documento sono proprio i politici cattolici cosiddetti “Teodem”. Il periodo della Democrazia Cristiana, è finito!! 
I cattolici sono minoranza. 
 
Per assurdo sarà un documento che aumenterà la laicità dello stato 
 
Molti partiti e politici cattolici perderanno consensi. E chi se ne frega. 
Assurdità della polemica
Scritto da Visitatore il 2007-02-17 21:20:31
Ma quale minaccia alla famiglia? Il papa dovrebbe ringraziare questo governo. Alla luce dei "dico" io è il mio convivente da quattro anni abbiamo deciso di sposarci, non possiamo aspettare altri cinque anni per essere riconosciuti....E non siamo i soli. Aumenteranno i matrimoni anche finti in chiesa come al solito
Scritto da Visitatore il 2007-02-18 09:42:12
La Chiesa, fa bene a prendere la posizione che ha preso , è una questione di coerenza dottrinale. 
Ma la società reale , si comporta in tutto alto modo. 
Il matrimonio, sia religioso, sia civile, si sta avviando al fallimento. 
La società è in trasformazione, bisogna prendere atto, di questo cambiamento e legiferare, per salvare il salvabile. 
Le analisi, lasciano il tempo che trovano, la coppia scoppia e le unioni, si fanno e si rompono in tempi sempre più brevi, il modello patriarcale –agricolo e obsoleto, il nuovo modello è da venire, e noi viviamo una fase di transizione.  
Scritto da Visitatore il 2007-02-18 17:42:46
Va bene. Se li volete, rinunciate agli assegni di mantenimento che non siano pagati totalmente da voi.I poveri "normali" non scuciranno una lira per i vostri capricci.
I normali?
Scritto da Visitatore il 2007-02-20 16:58:25
Un gay è "anormale"? Complimenti per l'ignoranza
Scritto da Visitatore il 2007-02-27 15:02:09
NON CAPISCO TUTTO QUESTO ASTIO ACIDO NEI CONFRONTI DEI CATTOLICI E DELLE GERARCHIE DELLA CHIESA ROMANA. FORSE CHE QUESTI SIGNORI ISTERICAMENTE IPERCRITICI NON SONO COSI' DEMOCRATICI COME VOGLIONO FAR CREDERE??
Scritto da Visitatore il 2007-02-27 15:03:09
SI. I "normali" che da circa un paio di milioni di anni fanno figli, cosa che i gay mi risulta ancora NON FACCIANO...
Scritto da Jonfree il 2007-03-02 12:54:36
Ma a cosa servono i pacs o dico...vi posto le attuali leggi vigenti sulla convivenza... 
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale,compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.(Art. 30 della Costituzione).  
 
Se i conviventi vogliono che un immobile appartenga ad entrambi è sufficiente che ne divengano acquirenti insieme.  
 
Se uno dei conviventi muore,l’altro può subentrargli nel contratto d’affitto,purchè entrambi stipulino il contratto. E l’articolo 6 della L.392/78 ha stabilito che in caso di morte del conduttore,nel contratto gli succede anche l’eventuale convivente.  
 
La stessa sentenza della Corte Costituzionale (n.404/88) dice che se una convivenza termina,se sono nati dei figli,l’alloggio può restare al convivente insieme ai figli, anche qualora il conduttore sia l’altro convivente.  
 
Se l’assegnatario ad un alloggio di edilizia popolare abbandona l’alloggio attribuitogli,il convivente ha diritto a succedergli.(sentenza 559/89)  
 
Se il convivente non è erede si può sempre fare un testamento.  
 
Se uno si trova in carcere o in ospedale,il convivente può assisterlo ed esprimere parere circa le cure.(cfr. legge n.91/99)  
 
Quanto al caso di omicidio,il convivente superstite ha diritto al risarcimento del danno morale (e anche di quello patrimoniale se è dimostrato che la convivenza era stabile e costituiva un presupposto per un apporto economico futuro e costante). 
Non sono contro i gay ma spiegatemi con fatti concreti viste queste leggi a cosa servono questi dico.Mah!
Mah!
Scritto da Visitatore il 2007-03-11 20:25:10
"SI. I "normali" che da circa un paio di milioni di anni fanno figli, cosa che i gay mi risulta ancora NON FACCIANO..." 
Ehm il mio vicino ha due figli, due anni fa la moglie è morta e vive con un uomo. 
Ha ammesso di essere sempre stato gay, ma la cosa avrebbe enormemente turbato la famiglia. 
I figli non han avuto grossi problemi ad accettare la cosa, il padre è sempre il padre anche se ora vive con un uomo. 
L'amore dato non si cancella, non è come i peccati...
un velo di fumo
Scritto da tony il 2007-03-18 16:59:02
vi fanno sfogare, chiacchierare, litigare suoi gay. perchè sprecare questo argomento che appassiona tante persone, quando può essere usato nella imminente campagna elettorale? 
 
una saluto a tutti i coglioni che con il loro dire e fare stanno associando i froci alle puttane affossando questa causa.
Scritto da Oscar 3393431583 il 2007-03-26 17:07:35
MANIFESTO 
PIU' FAMIGLIA 
Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese 
 
 
-------------------------------------------------------------------------------- 
 
 
La famiglia è un bene umano fondamentale dal quale dipendono l'identità e il futuro delle persone e della comunità sociale. Solo nella famiglia fondata sull'unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un'ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d'amore e di vita, dalla quale possono attendersi un'educazione civile, morale e religiosa. La famiglia ha meritato e tuttora esige tutela giuridica pubblica, proprio in quanto cellula naturale della società e nucleo originario che custodisce le radici più profonde della nostra comune umanità e forma alla responsabilità sociale. Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani qualificano la famiglia come "nucleo fondamentale della società e dello Stato". 
 
Anche in Italia la famiglia risente della crisi dell'Occidente - diminuzione dei matrimoni e declino demografico - e le sue difficoltà incidono sul benessere della società, ma allo stesso tempo essa resta la principale risorsa per il futuro e verso di essa si rivolge il legittimo desiderio di felicità dei più giovani. Nel loro disagio leggiamo una forte nostalgia di famiglia. Senza un legame stabile di un padre e di una madre, senza un'esperienza di rapporti fraterni, crescono le difficoltà di elaborare un'identità personale e maturare un progetto di vita aperto alla solidarietà e all'attenzione verso i più deboli e gli anziani. Aiutiamo i giovani a fare famiglia. 
 
A partire da queste premesse antropologiche, siamo certi che la difesa della famiglia fondata sul matrimonio sia compito primario per la politica e per i legislatori, come previsto dagli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione. Chiediamo al Parlamento di attivare - da subito - un progetto organico e incisivo di politiche sociali in favore della famiglia: per rispetto dei principi costituzionali, per prevenire e contrastare dinamiche di disgregazione sociale, per porre la convivenza civile sotto il segno del bene comune. 
 
L'emergere di nuovi bisogni merita di essere attentamente considerato, ma auspichiamo che il legislatore non confonda le istanze delle persone conviventi con le esigenze specifiche della famiglia fondata sul matrimonio e dei suoi membri. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale. Poiché ogni legge ha anche una funzione pedagogica, crea costume e mentalità, siamo convinti che siano sufficienti la libertà contrattuale ed eventuali interventi sul codice civile per dare una risposta esauriente alle domande poste dalle convivenze non matrimoniali. 
 
Come cittadini di questo Paese avvertiamo il dovere irrinunciabile di spenderci per la tutela e la promozione della famiglia, che costituisce un bene umano fondamentale. 
 
Come cattolici confermiamo la volontà di essere al servizio del Paese, impegnandoci sempre più, sul piano culturale e formativo, in favore della famiglia.  
 
Come cittadini e come cattolici affermiamo che ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese. Perciò la difenderemo con le modalità più opportune da ogni tentativo di indebolirla sul piano sociale, culturale o legislativo. E chiederemo politiche sociali audaci e impegnative. 
 
Il nostro è un grande sì alla famiglia che, siamo certi, incontra la ragione e il cuore degli italiani. 
 
Roma, 19 marzo 2007 
 

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