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scontro a sinistra, tra Pd e Idv Stampa E-mail
Scritto da Test
Ven 08 Gennaio 2010

"Sì al confronto su riforme, ma stop allo tsunami giustizia". dice Bersani.

Ma Di Pietro, scandisce: "Niente accordi con Berlusconi".

 

Lo scontro a sinistra permane, ma a chi giova questa situazione? e poi chi ha ragione?

Commenti
GLI UOMINI SI DIVIDONO IN TRE CATEGORIE
Scritto da Visitatore il 2010-01-11 15:32:12
 
ALLA TERZA: CAZZABUBOLI 
APPARTENGONO TUTTI I SINISTROITI 
A PARTIRE DAL ROBESPIERRE MAGNACCIONE DIPIETROSKY 
le tre categorie
Scritto da Visitatore il 2010-01-16 00:35:54
gli onesti 
i disonesti 
e i parassiti/lecchini 
cerchi di indirizzare i vari politici ed elettori in queste categorie e scoprirà di essere diventato adulto.
follia pura
Scritto da Visitatore il 2010-01-20 13:10:55
ma chi, sano di mente, può attribuire all'idv una sana, equlibrata, affidabile e competente capacità di governo ??
?
Scritto da Visitatore il 2010-01-21 17:15:11
Che c'azzecca?
Ecco perché voto Di Pietro
Scritto da Robb il 2010-01-22 17:15:24
bravo, è l'unico che si oppone e Bersani sbaglia a non seguire la stessa strada e sbaglia quando non appoggia apertamente Di Pietro. 
Bella situazione in Italia, leggi inique per sfuggire alla giustizia a danno di tutti i cittadini e nessun intervento sulla crisi. Scandaloso!
di pietro? ci spieghi i suoi scheletri n
Scritto da lm il 2010-01-25 19:00:14
d.p. è un brillante fanfarone che non sa ne arte ne parte, come le sentenze i discorsi vengono scritti dal suo enturage...... piace perchè è plateale, comico magari anceh divertente con le sue battute ad effetto e poi ha scoperto che è redditizio combattere contro il più ricco degli italiani del quale vorrebbe prendere il posto da subito. 
il nostro non ci ha mai spiegato perchè ai tempi della prima tengentopoli, 1992, non ha applicato nei confronti di tutto, dico TUTTO, l'"arco costituzionale" (leggasi l'arco degli illeciti contabili ed amministrativi della politica repubblicana)l'art. 643 del cp. da anni qualcuno gli ripetutamente rivolto la domanda e lui non ha mai dato una risposta: davanti al pci ad un certo punto ha calato le... braghe e una sua inquisita se l'è pure trovata insime al....governo...!!! 
SI ATTENDE UNA VALIDA RISPOSTA DA CHI E' SEMPRE STATO ABITUATO AD INTERROGARE GLI ALTRI MA A NON DARE...RISPOSTE.! 
 
di pietro politicante come tutti
Scritto da Visitatore il 2010-01-29 10:57:22
semplice: d.p. vuole essere esattamente come chi ha giurato di "distruggere". 
Ricco. 
Come ha fatto a comprarsi uno sproposito di case in pochi anni ??? 
..forse perchè sparare contro l'estabilishment rende bene?
perche voto dp
Scritto da susanna il 2010-02-04 10:37:47
Voto dp perche sa sintetizzare, parlare con gli onesti (quelli rimasti dopo gli ultimi 15 anni). Inoltre, ha un senso morale, sa la legge, e sa che la legge e' legge. Non e' un gioco da usare al proprio piacere o profitto, come l'abbiamo visto usare dalla destra, da troppi anni. 
 
Per l'ultimo 'visitatore': sentiamo, dove sono tutte queste case di dp? Insieme a questa lista che ci fara', tanto per supportare le sue affermazioni, vorrei anche vedere una lista delle case/yacht/prostitute/yes men ecc comprati dal politico piu disonesto d'italia, il nanobarzalettiere, ora impegnato a raccogliere le risate di tutti in Israele. Si, al estero, ridono di lui e degli italiani che credono in lui! 
Bravo.
solidarietà
Scritto da Visitatore il 2010-02-05 16:10:34
non voto pd ma apprezzo abbastanza bersani da augurarmi che riesca a tenere salde le redini e ricostruire un partito in disfacimento. 
Penso con orrore al ritorno di veltroni e franceschini.
risposta a : perchè voto dp
Scritto da Visitatore il 2010-02-05 16:20:19
RIPORTO UN ARTICOLO TRATTO DA IL GIORNALE, PERCHE’ SULLA STAMPA DI SX NON HO TROVATO ALTRETTANTE INFORMAZIONI.SEGNALO CHE QUELLO CITATO COME "POLITICO PIU' DISONESTO D'ITALIA" TUTTE QUESTE PROPRIETA' SE LE E' COMPRATO DA SOLO E LE AVEVA GIA' PRIMA DI ENTRARE IN POLITICA. 
MENTRE PER DP ED ALTRI ALL'OPPOSIZIONE E' VERO IL CONTRARIO. 
SEGNALO CHE PURTROPPO PER LEI L'INDICE DI CREDIBILITA' INTERNAZIONALE CON BERLUSCONI SALE VERTIGINOSAMENTE. CHISSA' SE ANCHE QUESTA VOLTA CHIEDEREMO AIUTO AI SERVIZI SEGRETI ESTERI? 
A QUANTO PARE DAI GIORNALI DI QUESTI GIORNI SEMBRA CHE DP NE SAPPIA QUALCOSA ... 
 
Roma - Ma quante case ha l’onorevole Antonio Di Pietro? E con quali soldi le ha comprate? Prima di scoprirlo ci corre l’obbligo di ricordare come del suo conflitto di interessi in campo immobiliare si è già occupato, in parte, il gip di Roma che lo ha prosciolto nell’inchiesta sulla gestione allegra dei rimborsi elettorali. Restando in tema la procura capitolina ha però stigmatizzato l’operato di Tonino allorché vennero affrontate le accuse di un suo ex socio a proposito della società immobiliare Antocri (acronimo di Anna, Toto, Cristiano, i figli di Di Pietro) e delle presunte commistioni con i patrimoni dell’Italia dei Valori. Secondo l’ipotesi iniziale, Di Pietro avrebbe utilizzato i soldi del partito per acquistare appartamenti arrivandone ad affittare alcuni all’Idv, di cui era presidente. Un modo di fare penalmente irrilevante, secondo l’accusa.  
Casa con lo sconto 
Quel conflitto d’interessi torna ora d’attualità per gli approfondimenti operati dal mensile «la Voce delle voci» in contemporanea al reportage del Giornale. Si scopre così che il 16 marzo 2006, in quel di Bergamo, il padre-padrone dell’Idv si aggiudica alle buste, in condizioni burrascose e rocambolesche, un signor appartamento (vedi articolo sotto) a un prezzo scontatissimo dovuto alle cartolarizzazioni del patrimonio immobiliare dell’Inail. Roba da Svendopoli per vip. Lui non appare mai, fa tutto l’amministratore della sua società immobiliare Antocri (che però non agisce in questa veste), nonché compagno di Silvana Mura, deputata Idv, tesoriera del partito e socia dell’Associazione IdV. Visti i precedenti, le confusioni di ruoli, le ambiguità fra «movimento» e «associazione», le locazioni degli immobili di proprietà di Di Pietro al partito dello stesso Di Pietro (gli appartamenti di cui parleremo dopo in via Casati a Milano e in via Principe Eugenio a Roma) non è stata una sorpresa scoprire che anche su quest’ultimo immobile qualcosa non quadra: l’ha comprato Di Pietro, attraverso il convivente della Mura, la quale ha intestate le utenze di casa che corrispondono perfettamente a quelle un tempo in uso all’ex sede della tesoreria nazionale di via Taramelli 28.  
Posto che l’ex pm di Mani Pulite nega di aver mai usato un euro del partito per reinvestirlo nell’acquisto di un appartamento a suo nome, posto che la società An.to.cri è nata con un capitale sociale assai modesto (appena 50mila euro), posto ancora che nel 2005 Di Pietro ha dichiarato un imponibile di 175mila euro e nel 2006 di 189mila, l'interrogativo sulla provenienza dei capitali per l’acquisto degli appartamenti, è dovuto per una personalità pubblica del suo calibro. Specie se ci si sofferma a sbirciare nel patrimonio immobiliare di quest’uomo che anche quando indossava la toga, non sembrava contenersi nello shopping edilizio: una villa con giardino a Curno, e di lì a poco, nel 1994, una nuova villetta, attaccata alla precedente, di otto vani. L’anno appresso Di Pietro compra un'abitazione da 300 metri quadri a Busto Arsizio, che gira prontamente al partito dopo aver acceso un mutuo agevolato per l’80 per cento del totale. Tempo qualche annetto e, una volta eletto al Parlamento europeo, fa il bis con un bilocale nel centro di Bruxelles: quanto l’abbia pagato non è noto. Arriviamo così al 2002 allorché l’ex ministro delle Infrastrutture si accasa in un elegante quarto piano in via Merulana, a Roma: altri otto vani, per un totale di 180 metri quadrati, pagato intorno ai 650mila euro grazie anche a un mutuo di 400mila euro acceso con la Bnl. L’anno dopo, nella natia Montenero di Bisaccia, Di Pietro cede al figlio Cristiano un attico di 173 metri quadrati: «Sei vani e mezzo poi ampliati a otto e a 186 metri quadrati (più 16 di garage) - analizza la Voce - grazie al condono edilizio del 2003. La spesa sostenuta è all'incirca di 300mila euro».  
Gli alloggi per i figli 
Non passano due mesi e alla fine di marzo, l'ex pm compra a Bergamo un bel quarto piano, per i figli Anna e Toto: 190 metri quadri in un signorile palazzetto liberty in via dei Partigiani. Lo stesso giorno, con lo stesso notaio, la moglie di Tonino fa suo un appartamento di 48 metri quadrati, sempre al quarto piano, oltre a due cantine e a un garage: si parla di una cifra oscillante intorno agli 800mila euro, ma non c’è conferma nemmeno su chi abbia provveduto all’esborso e in quale misura. Il 2004 è alle porte, e il nuovo appartamento di 190 metri quadri acquistato per 620mila euro in via Felice Casati a Milano - come da rogito stipulato in aprile - Di Pietro lo intesta alla Srl Antocri. Poi per un milione e 50mila euro la medesima società immobiliare fa suoi dieci vani (190 metri quadri) in via Principe Eugenio a Roma, dove - stando al bilancio 2005 dell’Idv - trasloca la sede nazionale di rappresentanza politica del partito, fino al giorno prima ubicata in via dei Prefetti 17». Per i due locali Tonino si rivolge alla Bnl e si carica due mutui sulle spalle: 276mila euro da saldare entro il 2015 per la casa milanese, 385mila per quella romana (scadenza 2019). Le pesanti rate Di Pietro inizialmente le ricaverà (salvo poi ripensarci quando scoppia lo scandalo) dal pagamento dei canoni d’affitto versati all'Antocri da un inquilino eccellente: la sua Italia dei Valori.  
Mattone a Bergamo 
Non è finita. Alla vigilia di Natale del 2005, Susanna Mazzoleni, moglie di Di Pietro e madre dei tre figli, compra un piccolo appartamento in via del Pradello a Bergamo. Poche ore dopo acquista anche un ufficio di quattro vani nella stessa palazzina. Spesa approssimativa? Tra i 400 e 500mila euro. L'anno successivo, come detto, Tonino compra all'asta con offerte segrete la casa di via Locatelli, sempre nella città orobica. Mentre l'anno dopo ancora, per una spesa-lavori consistente (decine, se non centinaia, di migliaia di euro) inizia a ristrutturare la masseria di famiglia in quella Montenero di Bisaccia dove l’ex ministro delle Infrastrutture, a dar retta al «catasto dei terreni» possiede 33 «frazionamenti» pari a 16 ettari di proprietà, in parte ereditati, in altra parte acquistati da parenti e familiari. Secondo la Voce (ma ancora non c’è traccia nelle visure camerali) Di Pietro avrebbe acquistato anche un altro appartamento per la figlia, 60 metri in piazza Dergano a Milano.  
La società bulgara 
Di Pietro in aula ha spiegato d’essersi dato al mattone dopo aver venduto l'ufficio di Busto Arsizio (a 400mila euro, 100mila li ha dovuti restituire alla banca per il mutuo) e con il ricavato ha acquistato gli appartamenti affittati all’IdV: quello di via Felice Casati a Milano - acquistato dalla Iniziative Immobiliari di Gavirano, Gruppo Pirelli Re - e l’altro, in via Principe Eugenio a Roma (alienato nel 2007). Ha detto che se tornasse indietro non rifarebbe quello che ha fatto, anche se la sua passione per gli affari immobiliari ha travalicato i confini nazionali: Tonino possiede infatti il 50% della Suko, una srl bulgara con sede a Varna. A fronte di quattro milioni di euro spesi per comperare immobili fra il 2002 e il 2008, l’ex pm ha incassato dalle vendite all'incirca un milione di euro, scremati dalle rimanenze calcolate per i mutui. Niente di penalmente rilevante, come dicono gli ex colleghi di Tonino. Ma i conti non tornano.  
 
la sinistra è rifondazione comunista
Scritto da marco il 2010-02-10 05:36:21
Possibile che l'ignoranza culturale sia così elevata? 
il PD e IDV non si possono donsiderare di sinistra sono più un centro! 
La sinistra è RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA E LIBERTA... 
possibile che non si riesca a capire?
mah
Scritto da Visitatore il 2010-02-10 19:09:29
già. tutto sta a capire di QUALE libertà si tratta...

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