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Una Dichiarazione poco conosciuta e inapplicata La Dichiarazione dei Diritti umani è un’ancella sconosciuta nel mondo giovanile italiano. Solo il 9% dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 34 anni l’ha letta integralmente. C’è addirittura il 50% dei giovani che non ne ha mai neanche sentito parlare. Il canale unico, in realtà, che consente la conoscenza della Dichiarazione è la scuola (seguita a distanza dall’Università). A casa, in famiglia, nei partiti politici, nelle associazioni di volontariato la Carta internazionale è un asteroide lontano e sconosciuto, di cui nessuno parla, nessuno discute, nessuno si prodiga a diffondere. Chi parla meno della Dichiarazione è la televisione. Il 78% dei giovani che hanno questo medium quale principale fonte di informazione non conosce questo documento fondamentale della storia della civiltà umana. Segue per livello di scarsa attenzione la carta stampata, con il 54% dei ragazzi che leggono i giornali che non hanno mai letto la Dichiarazione. I diritti più violati nel mondo: tortura, libertà di parola, rispetto delle minoranze, diritto alla salute e al lavoro Proibizione della tortura, libertà di parola, rispetto delle minoranze, diritto alla salute e al benessere, diritto al lavoro, sono i 5 diritti più violati nel mondo secondo i giovani italiani. Tutti temi che, in una scala di voto da 1 a 10 come indice di violazione, prendono un voto superiore al 7. Seguono, tra i diritti poco applicati, quelli all’istruzione, alla parità tra uomo e donna e quello alla libertà di religione. Sono tutelati, invece, secondo i giovani: il diritto alla proprietà, alla cittadinanza e all’asilo politico. È il lavoro il diritto umano più violato in Italia L’Italia, secondo i giovani, è un paese in cui i diritti umani sono decisamente rispettati, tranne per il caso del lavoro. Tutti i grandi temi, come schiavitù, tortura, libertà di religione, diritto di proprietà, diritto di asilo politico, libertà di associazione, diritto di istruzione, diritto alla cittadinanza, sono, secondo i ragazzi e le ragazze intervistate, tutelati nel nostro Paese. Tutti argomenti che, in una scala di voto da 1 a 10, prendono un voto superiore al 7. L’unico diritto umano che prende un voto decisamente insufficiente è quello al lavoro (5,7). Mentre prendono a malapena la sufficienza temi quali l’uguaglianza tra uomo e donna (6,6), la libertà di parola (6,5) e il rispetto delle minoranze (6,3). Più impegno di stati e governi nella difesa dei dirittiumani I giovani italiani chiedono ai governi nazionali meno chiacchiere e più impegno sui diritti umani. I ragazzi e le ragazze ritengono che spetti in primo luogo proprio agli stati e ai governi nazionali impegnarsi nella difesa e nell’estensione dei diritti umani. Scarsa è la fiducia nelle capacità dell’Onu di rispondere a questo compito e non a caso il 69% dei ragazzi assegna ai singoli stati questa missione, contro il 19% che la affida all’Onu. Ciò detto, per l’88% dei ragazzi, il tema del rispetto dei diritti umani non è un fatto che riguarda solo ogni singolo paese, ma è una mission che deve coinvolgere tutte le persone e tutti i paesi del mondo. Ai governi i giovani chiedono, in particolare: 1. più determinazione nel combattere le dittature 2. emarginare le nazioni che non rispettano i diritti umani 3. più educazione dei giovani sul tema 4. più tutela delle classi meno forti socialmente ed economicamente 5. creare una classe politica meno opportunista e più appassionata Sì al tribunale internazionale L’82% dei giovani intervistati si dice favorevole all’istituzione di un tribunale internazionale dei diritti umani. Dai ragazzi e dalle ragazze, considerato l’alto livello di non applicazione dei diritti umani a livello mondiale, il tribunale viene visto come un possibile nuovo strumento per rivitalizzare la battaglia su questi temi. I giovani, i valori e i diritti umani Per tutti i ragazzi e le ragazze intervistate, a prescindere dalla condizione sociale e dal credo politico, il tema dei diritti umani non è un qualcosa da rilegare tra le illusioni e le ideologie del passato, è, al contrario, un tema di forte attualità. Dalla ricerca emerge pienamente come, per dirla con Habermas, i diritti umani, per i giovani italiani, riescano ad incarnare ed esprimere “l’autodeterminazione morale degli individui”. I ragazzi e le ragazze italiane sembrano risolvere, quindi, in modo positivo il dubbio espresso da Vittorio Possenti, dell’Università di Venezia, nel suo articolo “Presente e avvenire dei diritti umani”. Dice Possenti: “la cultura dei diritti umani sarebbe un insieme di prediche inutili? Così sembra pensare il realismo politico di tutti i tempi, che non si propone di cambiare la natura umana, raddrizzando il legno storto che è l'uomo. L'intuizione del realismo politico, valida sin quando non declini in cinismo, è di agire politicamente sapendo che l'uomo è fatto come è fatto, senza contare troppo su impossibili sorprese antropologiche. Applicata ai diritti umani la dottrina del realismo può fallire, se non intende che essi appunto fanno parte integrante dell'esser-uomo e che non possono essere calpestati impunemente: un tale riconoscimento è parte di un realismo politico ben inteso”. I giovani italiani, inoltre, denunciano con forza il vuoto di diritti umani, l’inapplicazione dei principi declamati, la difficoltà di veder tradotto nella pratica quanto definito sulla carta. Non a caso, nella ricerca, nelle risposte fornite dai ragazzi e dalle ragazze italiane, avvertiamo il riecheggiare del suono delle parole di denuncia sviluppate da Possenti, quando ricorda che 15 “i grandi scandali del presente si chiamano crimini contro l'umanità, genocidio, razzismo, negazione dell'autodeterminazione dei popoli, tortura, fame, eliminazione fisica degli oppositori. Essi sono tornati a grandeggiare vicino alle nostre città ed esigono un più alto impegno per i diritti umani quale dottrina politica profondamente 'sovversiva', rivoluzionaria. Fra le sue fondamentali novità si annovera quella per cui i soggetti sono considerati non soltanto e in primo luogo come membri di uno Stato ma in quanto persone. Il codice dei diritti umani rappresenta una straordinaria affermazione del 'principio di persona' e della filosofia che lo fonda e lo accompagna. Tali diritti non sono più un affare privato di ciascuno Stato, ma costituiscono il patrimonio comune di tutta l'umanità che va rispettato e difeso: esso potrà porre un rimedio o almeno un limite al criterio lungamente dominante che vedeva nell'uso della forza la fonte fondamentale di legittimità”. La spinta verso una società più armonica Benessere e salute, lavoro, pace, libertà di parola. Questo è il set di diritti per cui i giovani ritengono importante battersi. Una scala di priorità, l’agenda dei diritti di oggi, che ci dice molte cose. Ci narra la società e i giovani di oggi, ma, soprattutto, racconta la loro impronta valoriale. Vivere bene, lavorare, stare tranquilli senza tensioni, esprimersi liberamente. Il sogno giovanile della società di oggi si disegna intorno a questi temi, tracciando il profilo di una società dell’Armonia, che si arricchisce, anche del diritto all’istruzione, alle pari opportunità, all’ambiente. Ma l’armonia trova una soglia, un confine, su cui il mondo disegnato dai giovani si ferma: la paura, l’incertezza. Nella società disegnata dai giovani, trovano poco posto tutti i fattori che in prima battuta creano incertezza. I giovani e la dichiarazione universale dei diritti umani.pdf
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