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I giovani e la dichirazione universale dei diritti umani Stampa E-mail
Scritto da red
Lun 26 Gennaio 2009

Una Dichiarazione poco conosciuta e inapplicata

 

La Dichiarazione dei Diritti umani è un’ancella sconosciuta nel mondo giovanile

italiano. Solo il 9% dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 34 anni l’ha letta

integralmente. C’è addirittura il 50% dei giovani che non ne ha mai neanche

sentito parlare.

Il canale unico, in realtà, che consente la conoscenza della Dichiarazione è la

scuola (seguita a distanza dall’Università). A casa, in famiglia, nei partiti politici,

nelle associazioni di volontariato la Carta internazionale è un asteroide lontano e

sconosciuto, di cui nessuno parla, nessuno discute, nessuno si prodiga a

diffondere.

Chi parla meno della Dichiarazione è la televisione. Il 78% dei giovani che

hanno questo medium quale principale fonte di informazione non conosce

questo documento fondamentale della storia della civiltà umana. Segue per

livello di scarsa attenzione la carta stampata, con il 54% dei ragazzi che leggono

i giornali che non hanno mai letto la Dichiarazione.

 

I diritti più violati nel mondo: tortura, libertà di parola,

rispetto delle minoranze, diritto alla salute e al lavoro

 

Proibizione della tortura, libertà di parola, rispetto delle minoranze, diritto alla

salute e al benessere, diritto al lavoro, sono i 5 diritti più violati nel mondo

secondo i giovani italiani.

Tutti temi che, in una scala di voto da 1 a 10 come indice di violazione, prendono

un voto superiore al 7.

Seguono, tra i diritti poco applicati, quelli all’istruzione, alla parità tra uomo e

donna e quello alla libertà di religione.

Sono tutelati, invece, secondo i giovani: il diritto alla proprietà, alla cittadinanza e

all’asilo politico.

 

È il lavoro il diritto umano più violato in Italia

 

L’Italia, secondo i giovani, è un paese in cui i diritti umani sono decisamente

rispettati, tranne per il caso del lavoro.

Tutti i grandi temi, come schiavitù, tortura, libertà di religione, diritto di proprietà,

diritto di asilo politico, libertà di associazione, diritto di istruzione, diritto alla

cittadinanza, sono, secondo i ragazzi e le ragazze intervistate, tutelati nel nostro

Paese. Tutti argomenti che, in una scala di voto da 1 a 10, prendono un voto

superiore al 7.

L’unico diritto umano che prende un voto decisamente insufficiente è quello al

lavoro (5,7). Mentre prendono a malapena la sufficienza temi quali l’uguaglianza

tra uomo e donna (6,6), la libertà di parola (6,5) e il rispetto delle minoranze

(6,3).

 

Più impegno di stati e governi nella difesa dei diritti

umani

 

I giovani italiani chiedono ai governi nazionali meno chiacchiere e più impegno

sui diritti umani. I ragazzi e le ragazze ritengono che spetti in primo luogo proprio

agli stati e ai governi nazionali impegnarsi nella difesa e nell’estensione dei diritti

umani.

Scarsa è la fiducia nelle capacità dell’Onu di rispondere a questo compito e non

a caso il 69% dei ragazzi assegna ai singoli stati questa missione, contro il 19%

che la affida all’Onu.

Ciò detto, per l’88% dei ragazzi, il tema del rispetto dei diritti umani non è un

fatto che riguarda solo ogni singolo paese, ma è una mission che deve

coinvolgere tutte le persone e tutti i paesi del mondo.

Ai governi i giovani chiedono, in particolare:

1. più determinazione nel combattere le dittature

2. emarginare le nazioni che non rispettano i diritti umani

3. più educazione dei giovani sul tema

4. più tutela delle classi meno forti socialmente ed economicamente

5. creare una classe politica meno opportunista e più appassionata

Sì al tribunale internazionale

L’82% dei giovani intervistati si dice favorevole all’istituzione di un tribunale

internazionale dei diritti umani.

Dai ragazzi e dalle ragazze, considerato l’alto livello di non applicazione dei diritti

umani a livello mondiale, il tribunale viene visto come un possibile nuovo

strumento per rivitalizzare la battaglia su questi temi.

 

I giovani, i valori e i diritti umani

 

Per tutti i ragazzi e le ragazze intervistate, a prescindere dalla condizione sociale

e dal credo politico, il tema dei diritti umani non è un qualcosa da rilegare tra le

illusioni e le ideologie del passato, è, al contrario, un tema di forte attualità.

Dalla ricerca emerge pienamente come, per dirla con Habermas, i diritti umani,

per i giovani italiani, riescano ad incarnare ed esprimere “l’autodeterminazione

morale degli individui”.

I ragazzi e le ragazze italiane sembrano risolvere, quindi, in modo positivo il

dubbio espresso da Vittorio Possenti, dell’Università di Venezia, nel suo articolo

Presente e avvenire dei diritti umani”.

Dice Possenti:

la cultura dei diritti umani sarebbe un insieme di prediche inutili? Così

sembra pensare il realismo politico di tutti i tempi, che non si propone

di cambiare la natura umana, raddrizzando il legno storto che è

l'uomo. L'intuizione del realismo politico, valida sin quando non declini

in cinismo, è di agire politicamente sapendo che l'uomo è fatto come è

fatto, senza contare troppo su impossibili sorprese antropologiche.

Applicata ai diritti umani la dottrina del realismo può fallire, se non

intende che essi appunto fanno parte integrante dell'esser-uomo e

che non possono essere calpestati impunemente: un tale

riconoscimento è parte di un realismo politico ben inteso”.

I giovani italiani, inoltre, denunciano con forza il vuoto di diritti umani,

l’inapplicazione dei principi declamati, la difficoltà di veder tradotto nella pratica

quanto definito sulla carta.

Non a caso, nella ricerca, nelle risposte fornite dai ragazzi e dalle ragazze

italiane, avvertiamo il riecheggiare del suono delle parole di denuncia sviluppate

da Possenti, quando ricorda che

15

“i grandi scandali del presente si chiamano crimini contro l'umanità,

genocidio, razzismo, negazione dell'autodeterminazione dei popoli,

tortura, fame, eliminazione fisica degli oppositori. Essi sono tornati a

grandeggiare vicino alle nostre città ed esigono un più alto impegno

per i diritti umani quale dottrina politica profondamente 'sovversiva',

rivoluzionaria. Fra le sue fondamentali novità si annovera quella per

cui i soggetti sono considerati non soltanto e in primo luogo come

membri di uno Stato ma in quanto persone. Il codice dei diritti umani

rappresenta una straordinaria affermazione del 'principio di persona' e

della filosofia che lo fonda e lo accompagna. Tali diritti non sono più

un affare privato di ciascuno Stato, ma costituiscono il patrimonio

comune di tutta l'umanità che va rispettato e difeso: esso potrà porre

un rimedio o almeno un limite al criterio lungamente dominante che

vedeva nell'uso della forza la fonte fondamentale di legittimità”.

 

La spinta verso una società più armonica

 

Benessere e salute, lavoro, pace, libertà di parola. Questo è il set di diritti per cui

i giovani ritengono importante battersi.

Una scala di priorità, l’agenda dei diritti di oggi, che ci dice molte cose. Ci narra

la società e i giovani di oggi, ma, soprattutto, racconta la loro impronta valoriale.

Vivere bene, lavorare, stare tranquilli senza tensioni, esprimersi liberamente.

Il sogno giovanile della società di oggi si disegna intorno a questi temi,

tracciando il profilo di una società dell’Armonia, che si arricchisce, anche del

diritto all’istruzione, alle pari opportunità, all’ambiente.

Ma l’armonia trova una soglia, un confine, su cui il mondo disegnato dai giovani

si ferma: la paura, l’incertezza.

Nella società disegnata dai giovani, trovano poco posto tutti i fattori che in prima

battuta creano incertezza.

 

I giovani e la dichiarazione universale dei diritti umani.pdf

 

Ultimo aggiornamento ( Dom 25 Gennaio 2009 )
 

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