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Scritto da Roberto Saia
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Mar 17 Novembre 2009 |
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Certe atipicità, intrinseche ad alcuni settori dello Stato come i servizi di intelligence o le Forze Armate, sono la formale giustificazione per la legittimazione di certe strutture operanti in parziale deroga alle leggi ordinarie, veri e propri feudi al di fuori della giurisdizione dei canonici organi di controllo.
Simili organismi non rappresentano di per se un problema per la collettività, quando chi vi opera svolge le proprie mansioni con la necessaria correttezza e professionalità, adoperando ogni privilegio concesso esclusivamente per il bene del Paese. Connotati preoccupanti emergono, invece, quando ci si avvale di tali deroghe per realizzare qualcosa di spregevole: avanzamenti di carriera, galloni e lauti stipendi profusi secondo un modus operandi del tutto immeritocratico, ruberie perpetrate a danno della collettività e reiterati abusi di potere commessi “in feudo” nella più totale impunità, sono solo alcuni dei possibili effetti collaterali. Solo una cauta e meritocratica selezione dei personaggi destinati a ricoprire le cariche “feudali” più importanti può allontanare il rischio di queste pericolose derive, dove certi delinquenti ben agghindati da persone per bene mortificano il nostro Paese.
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Fede-li Scritto da Visitatore il 2010-02-10 16:49:35 Anche se solo a parole ma chi porta a casa quel qualcosa che non è suo ma della comunità, si chiama "furto", ma fedelmente i "feudali" sono immuni. |
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Ultimo aggiornamento ( Ven 08 Gennaio 2010 )
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