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Un preoccupante scenario sembra stia delineandosi nel mondo in questi ultimi anni, uno scenario caratterizzato dall’'uso invasivo dei nuovi mezzi tecnologici a discapito di alcuni diritti individuali un tempo ritenuti inalienabili; premetto che sono piuttosto interessato a queste tematiche sia dal lato professionale (mi occupo di sicurezza informatica da tantissimi anni) sia da quello personale (ho scritto alcuni libri in merito).
Nonostante le imponenti intercettazioni di massa da tempo messe in atto dal governo americano in collaborazione con diverse nazioni del mondo (mi riferisco al sistema di intercettazione globale denominato Echelon, la cui esistenza inizialmente negata è stata in seguito inequivocabilmente accertata da una commissione europea), in molti paesi, tra cui il nostro, si continua a subire passivamente questo scellerato orientamento illiberale che viola i diritti sanciti dalla nostra costituzione: ricordiamoci che le intercettazioni USA non interessano soltanto i cittadini di quel paese ma, indiscriminatamente, ogni persona di questo pianeta. La passiva tolleranza verso questo genere di violazioni penso sia da imputare a un’alterata percezione delle possibili conseguenze, una visione errata che conduce a valutare i rischi in modo più superficiale rispetto alle analoghe violazioni commesse attraverso i canonici metodi “non tecnologici”: mentre nessuno tollererebbe il furto, l’apertura e la lettura della posta presente nella propria cassetta delle lettere, molti tollerano l’eventualità che qualcuno possa impunemente accedere alla posta elettronica o, comunque, a tutti quei dati personali custoditi o veicolati in forma elettronica (comunicazioni telefoniche comprese). L’invasiva e indiscriminata azione di intercettazione (mai smentita dal governo americano) configura una palese e vergognosa violazione dei principi costituzionali, una deroga imposta con la forza alla nostra costituzione. A titolo di esempio, pur correndo il rischio di apparire eccessivamente paranoico (cosa molto comune nell’ambito della mia professione), posso affermare con certezza che una volta inviata questa lettera, essa sarà minuziosamente passata al setaccio di un qualche sofisticato sistema di intercettazione al fine di valutarne il contenuto secondo alcuni criteri ben precisi, questo a prescindere se il destinatario è un forum pubblico o a un utente privato: a tutti coloro che ritengono la mia affermazione un’esagerazione, consiglio di approfondire l’argomento attraverso le molte fonti autorevoli presenti nella rete internet (inchieste della BBC, rapporti della Commissione Europea, ecc.). Per quanto talvolta si sia portati a valutare con leggerezza avvertimenti del genere, occorre ricordarsi che ai nostri tempi, paradossalmente, come ognuno di noi avrà avuto modo di verificare in molte occasioni, l’identità digitale possiede una valenza ben più alta di quella reale, e, proprio per questa ragione, essa dovrebbe essere salvaguardata dai rischi insiti in questa nostra epoca di “spioni”. Powered by AkoComment 2.0! |